La macchia umana
  • 9788806173340
  • Einaudi
  • 2005

La macchia umana

di Philip Roth

La macchia umana Il professor Coleman Silk da cinquant'anni nasconde un segreto, e lo fa cosí bene che nessuno se n'è mai accorto, nemmeno sua moglie o i suoi figli. Un giorno però basta una frase (anzi una sola parola detta per sbaglio, senza riflettere) e su di lui si scatenano le streghe del perbenismo, gli spiriti maligni della political correctness. Allora tutto il suo mondo, la sua brillante vita accademica, la sua bella famiglia, di colpo crollano; e ogni cosa che Coleman fa suscita condanna, ogni suo gesto e ogni sua scelta scandalizzano i falsi moralisti. Non c'è scampo perché "noi lasciamo una macchia, lasciamo una traccia, lasciamo la nostra impronta. Impurità, crudeltà, abuso, errore, escremento, seme: non c'è altro mezzo per essere qui".


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Commenti (4)

24/06/2011 - Moraschi
utente
Coleman Silk , professore di lettere antiche. Preside di facoltà ora in pensione …ma ha un terribile segreto.. Roth riesce sempre a stupire con i suoi libri, affronta dei temi quali la morte, il destino, l’amore, il sesso, i postumi del Vietnam con una coerenza e un ritmo incalzante. E’ senz’altro una lettura che fa riflettere ad ogni pagina con l’ analisi psicologica dei suoi personaggi . Da leggere !!!

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26/01/2012 - emera
utente
"noi lasciamo una macchia,lasciamo una traccia,lasciamo la nostra impronta. Impurità, crudeltà, abuso, errore, escremento, seme: non c'è altro mezzo per essere qui. Nulla a che fare con la disobbedienza. Nulla a che fare con la grazia o la salvezza o la redenzione. E' in ognuno di noi. Insita. Inerente. Qualificante" Coleman Silk è un professore ebreo di letteratura dell'Athena College, cacciato dopo tanti anni di onorata carriera per una falsa accusa di razzismo (ha definito spook - il cui primo significato è "fantasma", ma che in gergo ha anche il senso spregiativo di "negro" - due alunni assenteisti, ignaro del fatto che fossero di colore). Dopo la morte per infarto di sua moglie, Coleman chiede allo scrittore Nathan Zuckerman di scrivere le sue memorie. Tra i due nasce una forte amicizia. Nel frattempo Coleman conosce Faunia, una bidella semianalfabeta di trent'anni più giovane. Tra i due inizia una relazione prettamente fisica, ma egli rimane coinvolto anche dai suoi problemi personali, in particolare un ex marito violento, Les Farley. Tutto attorno a lui crolla come le tessere di un domino: il suo prestigioso incarico accademico, la sua famiglia, i suoi amici. Coleman nasconde però un segreto, come tale celato a tutti, e che rivela solo a Faunia, poco prima di morire assieme a lei; anche lui, adesso vittima del perbenismo e dei pregiudizi della società americana del XX secolo, ha per anni accettato le regole non scritte della discriminazione e del conformismo, mentendo sulle proprie origini di colore. Ho rivisto, proprio ieri sera, la trasposizione cinematografica con Anthony Hopkins e Nicole Kidman: bellissimo, anche se continuo a preferire il libro. Interessante il ruolo di narratore-amico di Silk, Nathan Zuckerman, che altri non è che l'alter-ego di Roth e che compare anche in altri romanzi (per esempio Pastorale Americana) talvolta come narratore, altre come protagonista. Una curiosità (grazie a wikipedia):Nathan Zuckerman appare nel romanzo La terra sotto i suoi piedi di Salman Rushdie. Il romanzo è ambientato in un mondo popolato da alter-ego letterari.

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05/09/2012 - Killthemall
utente
Noi lasciamo una macchia,lasciamo una traccia,lasciamo la nostra impronta.Impurità,crudeltà,abuso,errore,escremento,seme:non c'è altro mezzo per essere qui." Poiché questo è vero facciamo in modo che vi si aggiunga una macchia di civiltà,di intelligenza,di lungimiranza e tolleranza.Facciamo in modo di operare bene e con coscienza in modo che di noi rimanga una macchia di merito e non solo di vergogna. Grande Roth.

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01/11/2017 - sofia
utente
Notizie dell'autore: PHILIP ROTH Scrittore statunitense. Figlio di ebrei piccolo-borghesi rigorosamente osservanti, ha fatto oggetto della sua narrativa la condizione ebraica, proiettata nel contesto urbano dell’America dell’opulenza. I suoi personaggi appaiono vanamente tesi a liberarsi delle memorie etniche e familiari per immergersi nell’oblio dell’attualità americana: di qui la violenta carica comica, ironica o grottesca, che investe anche le loro angosce. Dopo un primo, felice romanzo breve, Addio, Columbus (1959), e i meno incisivi Lasciarsi andare (1962) e Quando Lucy era buona (1967), Roth ha ottenuto la celebrità con Lamento di Portnoy (1969). Dopo Il grande romanzo americano (1973, riedito in Italia da Einaudi nel 2014), attacco al mito del baseball, in Professore di desiderio (1978) e Lo scrittore fantasma (1979) Roth è tornato al tema dell’erotismo. Con Pastorale americana (1997, con cui vince il Premio Pulitzer), Ho sposato un comunista (1998) e Il complotto contro l’America (2004), romanzi che hanno suscitato accesi dibattiti, Roth passa dall’allegoria alla cronaca letteraria della storia nazionale. L’animale morente (2001) – in cui torna Kepesh, protagonista di Professore di desiderio –, La macchia umana (2000 e trasposto in film da Benton nel 2003) e Everyman (2007) sono riflessioni più intimiste che, attraverso l’osservazione del corpo e del suo implacabile deterioramento, svolgono la metafora dell’ineluttibilità del destino e dello scorrere rapido del tempo. Tra i suoi ultimi libri: Il fantasma esce di scena (2007), Indignazione (2008), L'umiliazione (2009), La controvita (2010), Nemesi (2011), La mia vita di uomo (1974; nuova traduzione Einaudi 2011). Lo stesso Einaudi (il suo editore di riferimento italiano) ha pubblicato anche I fatti. Autobiografia di un romanziere (2013). Philip Roth è stato tra i favoriti per l'assegnazione del Nobel per la Letteratura.https://www.ibs.it/libri/autori/Philip%20Roth Sinossi:Il professor Coleman Silk da cinquant'anni nasconde un segreto, e lo fa così bene che nessuno se n'è mai accorto, nemmeno sua moglie o i suoi figli. Un giorno però basta una frase (anzi una sola parola detta per sbaglio, senza riflettere) e su di lui si scatenano le streghe del perbenismo, gli spiriti maligni della "political correctness". Allora tutto il suo mondo, la sua brillante vita accademica, la sua bella famiglia, di colpo crollano; e ogni cosa che Coleman fa suscita condanna, ogni suo gesto e ogni sua scelta scandalizzano i falsi moralisti. Non c'è scampo perché "noi lasciamo una macchia, lasciamo la nostra impronta. Impurità, crudeltà, abuso, errore, escremento, seme: non c'è altro mezzo per essere qui". Cosa ne penso io: Le storie che Philip Roth racconta nei suoi libri , non sono mai raccontate a caso.Anche attualmente sia nella vita di tutti i giorni che nei social o nell'ambiente in cui viviamo, esistono " i falsi moralisti"Anzi dirò di più ci sono persone che analizzano quello che uno dice proprio per creare uno scandalo sulle sue parole.Tutti noi vorremmo lasciare un ricordo bello di noi. Coleman fonda la sua vita sulla menzogna e questa gli si ritorce contro E' Una grande accusa sul razzismo e , come sempre, l'immagine di un'America che sicuramente i mass media non raccontano. Una lettura molto meno scorrevole di altri romanzi di Roth, ma da non perdere! Consiglio!

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