Appunti di un venditore di donne
  • 9788860735393
  • Dalai Editore
  • 2010

Appunti di un venditore di donne

di Giorgio Faletti

1978. A Roma le Brigate Rosse hanno rapito Aldo Moro, in Sicilia boss mafiosi come Gaetano Badalamenti soffocano ogni tentativo di resistenza civile, all’ombra della Madonnina le bande criminali di Vallanzasca e Turatello fanno salire la tensione in una città già segnata dagli scontri sociali. Ma anche in questo clima la dolcevita del capoluogo lombardo, che si prepara a diventare la «Milano da bere» degli anni Ottanta, non conosce soste. È proprio tra ristoranti di lusso, discoteche, bische clandestine e cabaret - dove cresce una nuova generazione di uomini di spettacolo destinata a rivoluzionare la comicità italiana - che fa i suoi affari un uomo enigmatico, affascinante, reso cinico da una menomazione inflittagli per uno «sgarbo». Si fa chiamare Bravo. Il suo settore sono le donne. Lui le vende. La sua vita è una lunga notte bianca che trascorre in compagnia di disperati, come l’amico Daytona. L’unico essere umano con cui pare avere un rapporto normale è un vicino di casa, Lucio, formidabile chitarrista cieco con cui condivide la passione per i crittogrammi. La comparsa improvvisa di una ragazza, Carla, che per sfuggire alla povertà decide di entrare nel giro della prostituzione, risveglia dolorosamente in Bravo sensazioni che l’handicap aveva messo a tacere. Ma per lui non è l’inizio di una nuova vita - che comunque gli sarebbe preclusa - bensì di un incubo che lo trasformerà in un uomo braccato dalla polizia, dalla malavita e da un’organizzazione terroristica. Incastrato come capro espiatorio in una serie di omicidi e in una strage efferata, per salvarsi non potrà contare che su se stesso. Il mondo, cui aveva cercato di sottrarsi scegliendo l’oscurità alla luce del giorno, lo risucchia mettendolo faccia a faccia con la violenza del proprio tempo. Qualcosa di molto più grosso di lui che fa sembrare acqua cristallina i suoi traffici sporchi. Fonte http://www.lafeltrinelli.it/products/9788860735393/Appunti_di_un_venditore_di_donne/Giorgio_Faletti.html


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Commenti (7)

08/07/2011 - sofia
utente
Si potrebbe intitolare anche "In fuga da un passato scomodo, un uomo ritrova, inattesa, tutta la sua storia davanti ai suoi occhi" Un Giorgio Faletti che ritorna ad essere lo scrittore di Io uccido. Un personaggio strano il suo protagonista Bravo di soprannome e dovremo arrivare alle ultime pagine per scoprire chi veramente è e perchè sia stato crudelmente evirato.Un personaggio al limite della legalità che procura "escort" a personaggi importanti e che si trova invischiato in cose più grandi di lui e che ne esce a testa alta.Una attenta ricostruzione della Milano del '68 sicuramente vissuta da protagonista dall'autore soprattutto nella ricostruzione della sua carriera di comico è probabilmente iniziata nel locale che ha ispirato l’Ascot Club dove è ambientata parte della vicenda.Ed il comico Giorgio Fieschi del racconto sembra assomigliare molto a lui – almeno finché fa il comico ( dovrete leggerlo per capire chi in effetti è)Il periodo è il 1968 quando Aldo Moro fu sequestrato dalle Brigate Rosse che centreranno in questa complicata vicenda in cui si è venuto a trovare il protagonista. In somma un bel thriller,noir che consiglio di leggere e che io ho letto in un solo giorno incuriosita dalla trama.

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26/12/2011 - Alii*
utente
Giudizio molto molto positivo! Devo dire che dopo Io uccido e Niente di vero tranne gli occhi Faletti mi aveva già stancata, ma con questo sicuramente risale in classifica. La trama è avvincente, ben organizzata; La scrittura è scorrevole e adatta a tutti, come sempre. Un libro da omrbellone, assolutamente leggero ma con un pizzico di mistero in più! ****

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31/01/2012 - brontolo
utente
Libro indubbiamente scorrevole e tutto sommato piacevole anche se non mi sento di condividere i giudizi entusiastici di alcuni. Partita senza grossi entusiasmi, ho apprezzato la parte centrale del libro, quella più intrigante,dove viene svelata parte dell'"inghippo" per poi trovare il finale un po' scontato nonostante il colpo di scena,indubbiamente inimmaginabile. La sua scrittura è sempre piacevole, spesso ironica anche se qui ha indugiato molto su considerazioni "filosofiche" facendo ampio uso di similitudini e metafore. Temevo peggio e speravo meglio

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03/02/2012 - Gino
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Basta paragonare ogni libro di Faletti al suo primo lavoro

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03/02/2012 - Gino
utente
Basta paragonare ogni libro di Faletti al suo primo lavoro "Io Uccido"...non ha senso...ogni libro va giudicato per quello che e'...Per l'appunto io ritengo quest'ultimo lavoro degno di nota la trama avvincente, ed e' scritto anche molto bene. Alcune cose forse sono un po' troppo forzate ma per il resto ritengo sia un ottimo libro.

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18/11/2013 - mcao
utente
Come Gino prima di me; ottime le premesse e la prima parte del racconto, si è un po' perso verso la conclusione, che manca della stessa profondità iniziale. Quasi che fosse stato scritto in tempi diversi. Comunque lettura piacevole.

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10/01/2017 - Tesesempreastroz
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il libro si lascia leggere, ma non è certo il capolavoro che mi avevann fatto credere fosse. di thriller c'è ben poco, anche perchè avevo capito subito chi era il cattivo di turno. l'elemento umano e psicologico dei personaggi è stato trascurato infatti della storia che lo ha fatto diventare "Bravo" si sa ben poco (alcune righe solo alla fine). come si sa ben poco di carla e di moltissimi altri personaggi che sono stati cacciati a viva forza nel romanzo e che poi sono stati fatti sparire semplicemente... facendoli fuori. forse questo libro ha il merito di lasciar intravedere l'italia di allora, sentir parlare di 50 milioni come di un capitale (oggi ci compri appena la macchina con 25 mila euro....)mi ha fatto sorridere, sentir raccontare di aldo moro mi ha fatto intristire. insomma a me faletti è piaciuto tanto all'inizio i suoi due primi libri mi hanno incollata alla sedia e questo invece no. sarà colpa mia? può essere, ma visto che la recensione la scrivo io dò la colpa a lui

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