Bianca come il latte rossa come il sangue
  • 9788804595182
  • Arnoldo Mondadori
  • 2010

Bianca come il latte rossa come il sangue

di Alessandro d'Avenia

Bianca come il latte rossa come il sangue Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino, la musica e odia la scuola e i professori, "una specie protetta che speri si estingua definitivamente". Ma una cosa odia più di tutte: il bianco, il colore dell'assenza, della perdita. E proprio quel bianco gli sta portando via il suo sogno rosso, rosso come i capelli di Beatrice, come l'amore, come la passione, come il sangue.


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Commenti (5)

05/07/2011 - leggo ergo sum
utente
Leo ha sedici anni e la sua vita procede come quella di qualsiasi altro sedicenne. Passa le sue giornate ad ascoltare musica, fare tornei di calcetto con gli amici, portare a pisciare il suo cane, Terminator, e guardare Beatrice, il suo sogno rossosangue. Fa anche un'altra cosa tipica degli adolescenti: considera la scuola uno strazio e i professori una specie che è meglio si estingua. Quando arriva il nuovo professore di storia e filosofia è pronto ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: gli brillano gli occhi quando spiega, quando con delle storie sprona gli studenti a riflettere, a cercare il proprio sogno. Questo prof Leo lo ascolta, lo sta a sentire, fa persino i difficili compiti che lui gli assegna. Perchè questo prof gli dà il coraggio, gli dà la spinta per salvare il suo sogno rosso, rosso come i capelli di Beatrice, come l'amore che prova per lei, come il sangue che gli scorre nelle vene. Ma nelle vene di Beatrice ora scorre sangue bianco e quel colore, che lui tanto odia, se la sta portando via. Un romanzo di formazione che attraverso il monologo di Leo - ora scanzonato e brillante, ora più intimo e tormentato - racconta cosa succede nella vita di un adolescente quando in essa fanno irruzione la sofferenza e la morte. Il racconto di un anno di scuola, di quei duecento giorni in cui Leo nasce, cresce e invecchia.

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31/01/2012 - tosfor
utente
La frase"Sono nato il primo giorno di scuola, cresciuto e invecchiato in solo duecento giorni" racchiude il percorso seguito da Leo, un sedicenne che si trova all'improvviso catapultato in situazioni talmente lontane dalla sua routine che lo portano a maturare considerazioni importanti sulla vita, su Dio, sulle relazioni con la famiglia e con gli amici. Leo, innamorato di Beatrice, che si ammala di leucemia, dona tutto il suo amore standole vicino, rinunciando anche alla finale di calcetto che fino a qualche mese prima era il fulcro della sua esistenza. Un libro ricco di contenuti filosofici nascosti nella quotidianità della vita dei protagonisti. Fortunato

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27/02/2012 - mighelon
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All'inizio ho cercato di tornare ai miei 16 anni, poi mi sono accorto che era diverso, ai miei tempi niente cell e T9, niente internet/wiki. Ho pensato allora ai ragazzi che vedo ogni giorno sul treno, ma.. poi mi sono lasciato semplicemente trasportare da Leo e dalle persone(Silvia, il padre, il prof) che lo aiutano a comprendere e realizzare il suo sogno: una sfida veramente impegnativa.

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11/03/2013 - Michelle
utente
Limpida, perfetta, imperfezione. "Gli occhi verdi le guizzano nel volto di perla come fuochi nella notte, tradendo una vita zampillante dentro di lei, come fosse una fonte di montagna, nascosta e silenziosa e piena di pace". Questo è saper scrivere, è fluido, una narrazione limpida e coinvolgente. Allora cosa non va? Prima di tutto l'uso costante della narrazione in prima persona (si, va beh, lo so che la voce narrante è un adolescente, un'età in cui esiste solo "io"...). Poi dei genitori irreali: ma dove li trovi dei genitori che ti dicono (sempre) la cosa giusta, quasi poetica, al momento giusto? Che altro? Lo sfondo, quello che in gergo teatrale è la scenografia: a parte un'accurata descrizione di una panchina non c'è praticamente nulla. Come una fotografia d'arredamento moderno, perfetto nella sua linearità ma senza anima. Giudizio sospeso, attendo il prossimo libro.

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11/01/2017 - Tesesempreastroz
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prestato da una ragazzina che lo deve leggere per le vacanze. davvero si riconoscerà in quegli adolescenti così falsi e lezioni? così buoni, gentili, maturi..? davvero riconoscerà in quel prof i suoi insegnanti? e in quei genitori così sensibili i suoi genitori? io no. non sono più un'adolescente (da parecchio) ma non ci ho trovato comunque niente di vero nei personaggi di bianca come il latte. il libro parla di sogni da realizzare e di come trovare dentro di se valide motivazioni per lottare per realizzarli, ma è proprio la trama sfacciatamente drammatica e i protagonisti noiosi che rovinano tutto :(

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