La casa del sonno
  • 9788807815638
  • Feltrinelli
  • 1999

La casa del sonno

di Jonathan Coe

Nella "casa del sonno" si racconta l'avventura di un gruppo di giovani, è un autentico "castello dei destini incrociati", dove si avverano sogni e si dissolvono visioni. E, mentre si interrogano ossessivamente sul valore e il significato del sonno, l'etereogenea comunità di studenti, diventa adulta, inciampa nel malassere, nella follia e nelle comiche incongruenze della vita.


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Commenti (5)

14/06/2011 - MjMarchiori
utente
Questo romanzo, leggendo la quarta di copertina, ha una trama non troppo originale in quanto racconta le vicende di cinque amici conosciutisi all'università e legati da un sottile filo rosso la cui origine è Ashdown divenuto, da dormitorio studentesco, clinica dove si cura i disturbi del sonno. Quello che mi ha piacevolmente sorpreso è lo stile narrativo dell'autore che fin dal principio ha esordito nella sua breve nota: "i capitoli dispari sono ambientati negli anni 1983-84, i capitoli pari sono ambientati nel giugno 1996". Il passaggio temporale segue il filo logico delle vicende che non si interrompono con la fine dei capitoli ma, anzi, le ultime frasi del presente si riallacciano nel nuovo capitolo al passato all'interno delle frasi precedenti e così via per ogni capitolo. L'alternanza tra il passato e il presente legata con questo effetto quasi da sceneggiatura cinematografica è una sperimentazione geniale e ben utilizzata anche attraverso una scrittura immediata e priva di inutili fronzoli. Inoltre ho trovato la storia interessante in quanto l'autore ha delineato dei personaggi molto complessi in bilico tra la follia e la normalità espressa nella routine di tutti i giorni. Lo consiglio!

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05/09/2011 - dannyy
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Questo romanzo mi ha lasciata un pò stranita: non mi è particolarmente piaciuto ma non mi è del tutto dispiaciuto. Il tema l'ho trovato interessante, lo sviluppo decisamente meno, mi aspettavo molto di più dall'idea iniziale.

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27/10/2011 - sofia
utente
Un brano " «Raccontami i tuoi sogni», aveva detto una volta Gregory a Sarah; erano seduti sullo stesso terrazzo in una luminosa mattina di novembre di molti anni prima. «Dimmi da quanto tempo ti capita». Sarah si era scaldata le mani intorno alla tazza, era rabbrividita leggermente alla brezza dell'oceano e lo aveva guardato con passione. Erano i primi mesi della loro relazione, molto prima che si allontanassero. Sarah lo pensava ancora capace di grandi gentilezze. Ancora lo considerava saggio e comprensivo. Era seduta su quel terrazzo, istintivamente protesa verso di lui tanto che le loro ginocchia si toccavano, e sentiva che le sue ansie cominciavano a sciogliersi. Quasi dimenticava che negli ultimi tempi avevano preso a litigare spesso, e per motivi sempre più stupidi. Quanto al sesso, cercava di convincersi che sarebbe migliorato, col tempo. Si sforzava d'ignorare che mentre lei gli parlava, Gregory riportava i suoi discorsi in un quaderno intestato: «SARAH: PROBLEMI PSICOLOGICI»" La casa del sonno di Jonathan Coe La casa del sonno è il titolo di un libro che appare come trait d'union fra Veronica e Sarah completamente ininfluente sulla narrazione "Enorme, grigia e imponente, Ashdown sorgeva su un promontorio, a una ventina di metri dalla viva parete della scogliera, ed era lì da più di un secolo. Per tutto il giorno i gabbiani ruotavano intorno alle sue guglie e torricelle con strida rauche e luttuose."diventerà l'emblema del romanzo con poche parole"In una casa, ora sede di una clinica di ricerche sui disturbi del sonno, sono vissuti tempo addietro alcuni studenti, quando l'edificio era adibito a dimora universitaria." I protagonisti all'inizio sono proprio gli studenti che abitano in questa casa Sarah che convive con Gregory e confonde i sogni con la realtà indecisa sessualmente narcolessica e sperduta e che diventerà l'amante di Veronica"Ronnie" che a sua volta tradirà la sua passione per il teatro. Gregory invece diventerà il direttore folle della Casa del sonno mentre Terry dopo un periodo ipersonnia, da adulto soffre di insonnia. Ma anzichè disturbarlo, il sintomo gli consente di lavorare di più.Si recherà nella Casa del sonno e scoprirà gli aberranti esperimenti di Gregory.Coe narrerà anche il folle amore di Robert per Sarah senza speranza ma.... Molte le chiavi di lettura in questo libro che si presta a varie interpretazioni per il continuo andare dal passato al presente con intelligenti giochi di simmetrie e di incastri.L'autore ci narra con ferocia e con humor in un mix strano e straordinario la difficoltà del crescere dando un affresco degli anni '80 e di quello che ha portato nella società inglese in termini di cultura, di gusti e di idee.Un libro quasi feroce da leggere con attenzione e dal quale ricavare una lezione di vita. Consiglio!

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22/05/2012 - Michela
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In barba al titolo, ti fa veramente passare il sonno. Si, ti droga e non sei tranquilla fino a che non sei sicura di averlo terminato e capito…un po’ come un puzzle, la felicità provata quando inserisci l’ultimo tassello non ha uguali. In questo caso ogni personaggio ( ..e devo dire che qui non ne mancano…) è un tassello, la cornice è la casa di studenti divenuta poi una clinica per le malattie del sonno. I protagonisti si incontrano, si lasciano, si ritrovano, si amano e si odiano. Ognuno con la propria vita, ognuno con la propria malattia, ognuno con le proprie debolezze…certo qualcuno un po’ più folle di altri, ma è proprio la follia di pochi a dar vita a questo sensazionale racconto.

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22/05/2013 - Gino
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In una casa, ora sede di una clinica di ricerche sui disturbi del sonno, sono vissuti tempo addietro alcuni studenti, quando l'edificio era adibito a dimora universitaria. In un collage composto da flash-back e brani di narrazione contemporanea, l'autore ripropone questi studenti, con le loro difficoltà di relazione, di scambi interpersonali. Un cattivo rapporto con il sonno dei protagonisti della storia è il filo conduttore di tutta la storia. C’è Terry che soffre di disturbo del sonno totale, ma che in realtà non se ne preoccupa poi molto, così tanto preso a fare il giornalista e il critico cinematografico, c’è chi come Ruby parla anche nel sonno. La storia è così costruita a puntino, che dà ampio margine di personificazione, di decodifica, di senso. Ognuno dà il suo senso, pone l’accento a quell’aspetto piuttosto che ad un altro. Altro tema è l’omosessualità femminile tratteggiata in modo delicato, e con semplicità. Attraverso le storie di questi ragazzi Coe tratteggia la realtà inglese degli anni ’80. Ancora un volta Jonathan dà la conferma di quanto la narrazione sia un modo per raccontare, per raccontarsi, per crescere aggrapandosi ad altre vite.

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