La fattoria degli animali
  • 9788804492528
  • Mondadori
  • 2001

La fattoria degli animali

di George Orwell

Gli animali della fattoria Manor decidono di ribellarsi al padrone e di instaurare una loro democrazia. I maiali Napoleon e Snowball capeggiano la rivoluzione che però ben presto degenera. Infatti Napoleon, dopo aver bandito Snowball, introduce una nuova costituzione: "Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri". La dittatura e la repressione fanno riappacificare gli animali con gli uomini che ormai non appaiono più agli exrivoluzionari molto diversi da loro. Fonte http://www.ibs.it/code/9788804492528/orwell-george/fattoria-degli-animali.html


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Commenti (6)

27/06/2011 - sofia
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Incipit: "Il signor Jones, della Fattoria Padronale, serrò a chiave il pollaio per la notte, ma, ubriaco com'era, scordò di chiudere le finestrelle. Nel cerchio di luce della sua lanterna che danzava da una parte all'altra attraversò barcollando il cortile, diede un calcio alla porta retrostante la casa, da un bariletto nel retrocucina spillò un ultimo bicchiere di birra, poi si avviò su, verso il letto, dove la signora Jones già stava russando. Non appena la luce nella stanza da letto si spense, tutta la fattoria fu un brusio, un'agitazione, uno sbatter d'ali. Durante il giorno era corsa voce che il Vecchio Maggiore, il verro Biancocostato premiato a tutte le esposizioni, aveva fatto la notte precedente un sogno strano che desiderava riferire a tutti gli animali. Era stato convenuto che si sarebbero riuniti nel grande granaio, non appena il signor Jones se ne fosse andato sicuramente a dormire. Il Vecchio Maggiore (così era chiamato, benché fosse stato esposto con il nome di Orgoglio di Willingdon) godeva di così alta considerazione nella fattoria che ognuno era pronto a perdere un'ora di sonno per sentire quello che egli aveva da dire." La fattoria degli animali di George Orwell. E' un romanzo politico-satirico scritto dall'autore nel 1944/45 e direi ancora attuale.Si presenta come una favola con animali parlanti stufi di essere sfruttati dall'uomo e che decidono di fare una rivoluzione.Scorrevole nella forma linguistica si legge benissimo e benissimo si capisce dove vuole andare a parare l'autore.Questa allegoria è un monito al totalitarismo, che molti hanno ravvisato nel regime sovietico, ma che secondo me va molto oltre.Mette in guardia dai "falsi profeti" che proliferano anche ai giorni nostri. In questo caso nella Fattoria degli animali saranno i maiali che dopo aver portato gli altri ad essere liberi scacciando il padrone si arrogano il diritto di comandare su tutti. Nel finale bella la frase “TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI, MA ALCUNI SONO PIU’ UGUALI DEGLI ALTRI” e "…le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due." Da leggere!

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20/08/2011 - sar86
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un dovere ed un piacere leggerlo! voto 10!!! Chiara la critica che orwell muove ai regimi totalitari degli anni '40. Libro purtroppo attualissimo

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13/09/2011 - dannyy
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Ho letto questo libro dopo molti anni che avevo visto il bellissimo film su di esso, che purtroppo non hanno mai più rifatto. Una "favola politica" dura e commovente, che lascia un profondo amaro in bocca sulla possibilità/speranza di poter essere un giorno tutti uguali. Purtroppo la storia ripete sempre sè stessa e la memoria si rivela inesorabilmente troppo corta.

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13/04/2012 - fra_paga
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Un classicissimo per eccellenza. Nella sua semplicità e nel suo uso spropositato e scopiazzato un'opera ancora d'impatto ed istruttiva. Voto 7

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09/11/2014 - psartiano
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Un libro sempre attuale, intramontabile. Malgrado i buoni propositi degli animali della fattoria del Sig. Jones che si ribellano per non essere più sfruttati, la loro nuova fattoria in cui tutti dovevano essere uguali si trasforma in una oligarchia dei "maiali" che sfruttano la loro capacità di leggere e l'ignoranza degli altri animali per raggirarli come meglio credono. Consigliatissimo

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12/01/2017 - - Vale -
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Romanzo di formazione per metafore. la società, d'animali o di uomini, è comune: c'è sempre chi vuol farsi re e chi accetta che questi lo diventi.

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