Uno dei protagonisti de La pelle sul cuscino, il resto chissà dove è un personaggio sui generis: sembra addirittura derivato quasi dalla preistoria, carico e prigioniero com’è di ingenue e “ferine” consuetudini di vita. Eppure egli costituisce il leitmotiv, dall’inizio alla fine, di tutto il testo: è silente spettatore interessato e testimone passivo dell’intera vicenda. L’altra protagonista invece è una bambina che diventa donna attraverso molteplici e diverse esperienze. Da tutto ciò scaturiscono non solo un confronto generazionale di vita, ma soprattutto una vasta disamina sull’amore tratteggiato in molteplici e differenti aspetti distribuiti nel tempo. Tutti i personaggi vengono ben presentati e delineati in funzione del dipanarsi dell’intera vicenda. Si può quindi constatare come tutti, nel loro interagire, costituiscano, per così dire, le tessere di un vasto mosaico sull’amore: ognuna di esse infatti occupa uno spazio ben preciso e svolge una specifica funzione. Perciò l’intento sottinteso dell’autore è quello, attraverso la coniunctio oppositorum dei sentimenti, di far riflettere il lettore sull’amore, sulle sue funzioni e sul suo diversificato valore. Prof. Alberto Massetti