Trilogia della città di k
  • 9788806173982
  • Einaudi
  • 2005

Trilogia della città di k

di Agota Kristof

Tutto ha inizio con due gemelli che una madre disperata è costretta ad affidare alla nonna. Siamo in un paese dell'est dove cadono le bombe e manca il cibo, anche se non si capisce quale. In questa favola nera dove tutto è reso veloce ed essenziale da una scrittura limpida e asciutta, ruotano personaggi disegnati con pochi tratti scarni su uno sfondo di fame e di morte.


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Commenti (9)

01/12/2011 - dannyy
utente
La storia si svolge su diversi piani temporali, su cui l'autrice è stata bravissima a lavorare, èd è una storia in cui veramente "tutto è il contrario di tutto" come cita la nota in copertina. Una scrittura nitida e diretta accompagna la vita e le emozioni dei personaggi che continuamente contraddicono sè stessi. Tutto è inquietante, pieno di dolore e solitudine,le azioni dei personaggi sono disarmanti. Bello e terribile.

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02/12/2011 - sofia
utente
Finito oggi questo libro che per me è stato straordinario. Non è propriamente un romanzo ma una trilogia Trilogia della città K appunto.L'autrice pressochè sconosciuta prima della pubblicazione del primo libro di questa trilogia Il grande quaderno che ha suscitato subito un grande interesse e un grande successo internazionale.Agota Kristof è ungherese naturalizzata svizzera e il primo libro della Trilogia Il grande quaderno è stato pubblicato nel 1980.La prova e La menzogna sono stati pubblicati negli anni successivi e riuniti nella Trilogia.La città di K nonè ubicata in un punto preciso anche se le descrizioni e gli avvenimenti lasciano immaginare ad un paese dell'Est e molto probabilmente proprio l'Ungheria.Non lontano dalla città di K si trova il paese libero e per arrivarci bisogna passare una frontiera.In sostanza la storia narrata nel Grande quaderno viene ripetuta negli altri ma da differenti punti di vista. I protagonisti sono due gemelli che vengono lasciati dalla nonna per metterli al sicuro dalla guerra.I ragazzi sono intercambiabili e indivisibili e sopravvivono ai maltrattamenti della nonna e agli stenti della povertà grazie appunto al loro sodalizio. Ne La prova si sottopongono alla prova più dura quella della separazione Lucas rimane nella città di K e Laus riesce ad arrivare nel mondo libero.Ne La menzogna tutto si ribalerà lasciando il lettore allibito.In sostanza una storia molto triste che fa pensare agli orrori della guerra e alla meschinità dell'animo umano.Buono lo stile narrativo e la semplicità attira alla lettura.Mi è piaciuto molto e non mi resta che consigliarlo!

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01/02/2012 - DiegoThriller
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Non può lasciare indifferenti, ci sono parole che arrivano pungenti come frecce e accadono cose che per mandarle giù devi scomodare un bel po' i pensieri... e a me questa cosa è piaciuta, tanto.

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09/03/2012 - Ivana
20/05/2012 - Michela
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E’ possibile farsi rimborsare da Babbo Natale? Nella mia letterina natalizia avevo chiesto, e cito testualmente, “un libro bello, interessante e coinvolgente. Un libro di cui tutti parlano bene”…e mi è arrivato K… Ora, caro Babbo, mi ero dimenticata di ringraziarti…ma dopo essere giunta alla fine credo che ne riparleremo al Natale prossimo. Non mi è piaciuto, oddio non è illeggibile…ma gli manca un qualche cosa…il problema è che non so di preciso cosa. Diciamo che ho faticato a capire il finale, diciamocela tutta, inizio e fine sono in completo contrasto tra di loro quindi incomprensibili. Non so, già i nomi Lucas, Klaus, Claus per me sono stati motivo di ansie, non ho ancora capito chi parlava con chi e di chi…non ho ancora capito chi ha vissuto con chi…chi ha lavorato per chi…insomma…. Checcasino!!!!!

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27/05/2012 - amneris
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Difficile descrivere le sensazioni provate nel leggere questo libro. Sicuramente stupore. Nel trovare una prosa scarna, cruda, e assolutamente avvincente. Iniziato a leggere, questo libro non permette soste né pause. La prima parte si deve leggere per forza tutto d'un fiato perché i

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05/09/2012 - Killthemall
utente
E' vero che questo libro parla di guerra. E' vero che parla della miseria che ne deriva: miseria economica,morale,fisica,psicologica e sentimentale. Ma per me quello di cui parla è soprattutto la miseria che la tragedia familiare e l'infanzia distrutta portano con se, perchè questa è una miseria senza speranza,che scava nell'essere umano strade la cui direzione è imprevedibile. Questo è un libro molto duro,nel contenuto e nella forma: descrive solo l'indispensabile e con il minimo di parole e concetti indispensabili, ma non gli manca niente, è esattemente come dovrebbe essere: un grido di dolore.

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18/10/2016 - Acrasia
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Libro parecchio crudo, mi ha portato a riflettere sul fatto di come la guerra porti alla disumanizzazione delle persone che si abituano a vedere e a convivere con la crudeltà e le tragedie che la guerra comporta. I fatti sono raccontati con una freddezza tale che non ci si aspetta ciò che sta per succedere. Nella prima parte soprattutto non ci sono nomi, la città e le persone, la lingua che si parla... sono tutti chiusi in un anonimato che trasmette un senso di inquietudine. Mi è piaciuto, anche perché si legge molto velocemente, le frasi e i capitoli soprattutto nella prima parte sono molto corti, ma proprio per questa ansia che ho provato non ho saputo apprezzarlo fino in fondo. Mi ha ricordato un po' ciò che ho provato leggendo "La Bambina che salvava i Libri", bello ma che angoscia!

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12/01/2017 - Tesesempreastroz
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*** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) *** Mostra questa recensione non lo so è un libro difficile da catalogare. la trama è contorta: la fantasia si mescola alla verità e alla menzogna. i protagonisti sembrano voler far di tutto per farsi del male l'un l'altro. certo si legge d'un fiato le frasi sono secche i dialoghi bruschi e senza troppe infiorettature. mi ha un po' angosciato e forse è per questo che non sono riuscito a farmelo piacere troppo (o ad ammetterlo...) ha bisogno di una rilettura a freddo, perchè la prima volta si è portati a divorarlo senza assaporare. ammetto che mi ha deluso sapere che mathias e sua madre e molti altri personaggi erano stati inventati mi ha ricordato un po' trilogia di new york, lo stesso senso di soffocamento e di sbigottimento perchè non riuscivo a capire dove mi volesse portare l'autore

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