Le nausee di Darwin, recensito da brontolo

Luca è un giovane neolaureato di belle speranze ma con un’unica certezza: trovare un lavoro attinente alla sua laurea è un’impresa decisamente impossibile. Costretto a barcamenarsi tra lavori saltuari, accetta anche, con scarso entusiasmo a dire il vero, un incarico per un improbabile e alquanto nebuloso progetto di ricerca sulla presenza delle tartarughe marine nell’Adriatico. Inizia così la sua avventura sui pescherecci che ogni notte salpano da Chioggia; un’ avventura difficile che lo farà entrare in contatto con un mondo particolare, chiuso, a tratti rude e scontroso, ma pieno di umanità: quello dei pescatori. E’ l’incontro tra due universi precari, quello degli studenti e quello dei pescatori che ogni notte affrontano il mare per sopravvivere. Tra una nausea da mal di mare e l’altra, la storia ci mostra le difficoltà di entrambi, con divertenti intermezzi quando l’autore descrive alcune situazioni tragicomiche nelle quali viene a trovarsi. Una storia narrata con uno stile molto ironico, si sorride molto leggendola pur senza mai perdere di vista la profondità del racconto. Ben riuscita invece la descrizione della vita sul peschereccio, una vita durissima che spesso si tramanda di padre in figlio, una vita che spesso non si sceglie, ma che si rispetta. Un mondo dove il dialetto è la lingua ufficiale e dove la rudezza di certi atteggiamenti cela la consapevolezza delle difficoltà da affrontare ogni giorno in un mare che è sempre da domare e dove non si può perdere tempo in chiacchiere inutili. Di tartarughe nemmeno l’ombra, in compenso una bella anche se dura esperienza di vita.

Ricordati che questa è l'opinione di un lettore e non rappresenta una recensione ufficiale del libro.

Di questo autore

2011
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Le nausee di Darwin

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