Miele)
Narrativa

Miele, recensito da Gino

Miele è un romanzo dello scrittore inglese Ian McEwan, pubblicato in Gran Bretagna il 21 agosto 2012, è stato tradotto e pubblicato in Italia nella seconda metà dello stesso anno da Einaudi. La storia inizia nei primi mesi del 1970 in Inghilterra. Serena Frome, la figlia di un vescovo anglicano, mostra un talento per la matematica e viene ammessa all'Università di Cambridge. Lei avrebbe voluto iscriversi a lettere, ma la madre la costringe a studiare matematica. Una laurea con voti mediocri premia comunque i suoi sforzi, il professor Tony Canning, di quarant'anni più anziano di lei, la sceglie come amante e la introduce nell'ambiente del MI5. Qui il lavoro è di basso livello, ma Serena ha la possibilità di partecipare a un nuovo programma segreto - nome in codice "Sweet Tooth" - tradotto Miele, in realtà significa una forte ghiottoneria soprattutto per i dolci. Per contrastare la propaganda comunista, durante la guerra fredda, l'agenzia vuole offrire assistenza finanziaria a giovani scrittori, accademici e giornalisti che abbiano un indirizzo antisovietico. A Serena, avida lettrice, viene affidato il compito di vagliare la produzione di un giovane scrittore, Thomas Haley. Serena è immediatamente presa dai racconti pubblicati da Haley. Lo raggiunge presso l'Università del Sussex, per offrirgli una borsa di studio dall'immaginaria Fondazione Freedom International. Ben presto i due iniziano una storia d'amore, ma le cose a poco a poco si complicano. Serena scopre che il professor Canning (che, a quanto pare, ha interrotto la loro relazione solo perché sapeva che stava morendo di cancro) era in realtà una spia sovietica, e lei è stata assunta dal MI5, perché l'agenzia ha voluto tenere d'occhio Canning, attraverso la sua protetta. Il primo romanzo di Haley, ottiene un grande successo di critica, i due ragazzi sembrano innamorati e tutto procede per il meglio. Fino a quando un collega di Serena, rifiutato, svela la trama della Fondazione, svergognando sulla stampa il giovane scrittore e la sua amante, che lavora per i servizi segreti. L'intero programma Sweet Tooth è minacciato, Serena perde il lavoro ed è certa di aver perso anche l'amore di Haley ma... con un colpo di teatro, McEwan ribalta completamente la scena, lasciando aperto uno spiraglio per il lieto fine. Molto bello, mi piaciuta molto la finzione nella finzione, quel senso di riflessività che permea tutto il libro, è quell’intrecciarsi di identità che vedono come co-personaggio anche l’autore stesso. “Le mie esigenze erano elementari. Non badavo granché a tematiche o felicità di stile, e saltavo le descrizioni minute di tempo atmosferico, paesaggi e interni. Volevo personaggi in cui potessi credere, e volevo provare curiosità per ciò che avrebbero vissuto. In genere prediligevo quando la gente si innamorava e disamorava, ma nemmeno disdegnavo che si cimentasse con altro. Per quanto triviale, mi piaceva che prima della fine qualcuno dicesse «Sposami». I romanzi senza personaggi femminili erano un deserto privo di vita. Per Conrad non avevo alcuna considerazione, come per gran parte dei racconti di Kipling e Hemingway. Né mi impressionava la reputazione. Leggevo qualunque cosa mi capitasse a tiro. Romanzi a sensazione, alta letteratura e tutto ciò che stava nel mezzo: a ognuno riservavo lo stesso rude trattamento".

Ricordati che questa è l'opinione di un lettore e non rappresenta una recensione ufficiale del libro.

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