"Vediamo dove va a parare questa macchina di assurdità di un tale cavaliere e di uno scudiero che sembrano forgiati entrambi con lo stesso stampo, al punto che le pazzie del signore non varrebbero niente senza le stupidaggini del servo". Faccio mia questa frase di Cervantes citata nel testo in quanto man mano che leggevo ero curiosa di sapere fin dove si sarebbe spinta la fantasia dello scrittore nel descrivere le vicissitudini di questo buffo cavaliere a tratti ingenuo o forse veramente pazzo ma sempre sincero ed onesto, e del suo fido scudiero altrettanto squinternato, che viene sempre messo in mezzo a suo discapito. Tutti i personaggi sono ben caratterizzati e accompagnati da una storia seppur breve che li descrive e li rappresenta (certo che ognuno ha sempre qualcosa da dire) e non manca mai la carrambata, chi cerca qualcuno prima o poi lo ritrova! Alcune volte ammetto di aver voluto saltare qualche pagina, soprattutto nella prima parte in cui le tante digressioni interrompono lo svolgersi della storia principale, che comunque è condita bene poiché non sono mai inserite a sproposito. La seconda parte invece è quella che a mio avviso scorre meglio, la narrazione è più fluida e anche la storia è più interessante. Nel complesso un grande romanzo che non smentisce la propria fama, anche se di solito ciò che si conosce non è che una piccola parte di tutte le avventure che vengono raccontate nel libro.