La briscola in cinque
  • 9788838922190
  • Sellerio Editore Palermo (collana La memoria)
  • 2007

La briscola in cinque

di Malvaldi Marco

La rivalsa dei pensionati. Da un cassonetto dell'immondizia in un parcheggio periferico, sporge il cadavere di una ragazza giovanissima. Siamo in un paese della costa intorno a Livorno, l'immaginaria Pineta, "diventata località balneare di moda a tutti gli effetti, e quindi la Pro Loco sta inesorabilmente estinguendo le categorie dei vecchietti rivoltandogli contro l'architettura del paese: dove c'era il bar con le bocce hanno messo un discopub all'aperto, in pineta al posto del parco giochi per i nipoti si è materializzata una palestra da body-building all'aperto, e non si trova più una panchina, solo rastrelliere per le moto". L'omicidio ha l'ovvio aspetto di un brutto affare tra droga e sesso, anche a causa della licenziosa condotta che teneva la vittima, viziata figlia di buona famiglia. E i sospetti cadono su due amici della ragazzina nel giro delle discoteche. Ma caso vuole che, per amor di maldicenza e per ammazzare il tempo, sul delitto cominci a chiacchierare, discutere, contendere, litigare e infine indagare il gruppo dei vecchietti del BarLume e il suo barista. In realtà è quest'ultimo il vero svogliato investigatore. I pensionati fanno da apparato all'indagine, la discutono, la spogliano, la raffinano, passandola a un comico setaccio di irriverenze. Sicché, sotto all'intrigo giallo, spunta la vita di una provincia ricca, civile, dai modi spicci e dallo spirito iperbolico, che sopravvive testarda alla devastazione del consumismo turistico modellato dalla televisione. da http://www.ibs.it/code/9788838922190/malvaldi-marco/briscola-cinque.html


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Commenti (4)

31/01/2012 - brontolo
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Dopo essermi molto divertita con il gruppetto di ottuagenari "INPS dixit" scoperti ne"Il re dei giochi" ,mi sono presa i due della trilogia che mi mancavano. "La briscola in cinque" è il primo e sinceramente, pur trovandolo una lettura piacevole, ho riso meno che nell'altro. Ho ...avuto la sensazione che i tanto famigerati e simpatici vecchietti del BarLume qui fossero ancora immaginati come personaggi secondari rispetto al Barrista Massimo,vero protagonista della storia e risolutore del mistero.Ne "Il re dei giochi" al contrario i nonnini terribili sono dei co-protagonisti e spesso e volentieri rubano la scena a colui il quale dovrebbe essere il protagonista principale. L'impianto dei due romanzi è lo stesso: un omicidio in una immaginaria località della Versilia, viene risolto tra una chiacchiera da bar, un pettegolezzo e un assioma matematico. La cosa più piacevole è l'ironia di Malvaldi. Tre stellette son poche però...io darei un 3,75.

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19/02/2012 - Gino
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Primo libro di una trilogia "gialla" che ha come protagonista Massimo, il barista del BarLume, costretto dagli eventi ad improvvisarsi detective, poi ci sono Aldo, Pilade e Gino. Proprio il contributo di Massimo sarà determinante per risolvere l'enigma che ruota intorno all'uccisione di una giovane ragazza il cui cadavere viene rinvenuto in un cassonetto nei pressi del Bar da lui stesso gestito. Alcune cose differenziano questo "ennesimo" giallo all'italiana da quelli che, ultimamente, stanno proliferando in libreria: la curiosa ambientazione, l'umorismo che fa capolino tra le pagine e, soprattutto, la spassosa presenza di una compagnia di vecchietti - clienti abituali del BarLume- che fanno "da spalla" a Massimo, con le loro domande maliziose e i curiosi commenti sul caso e sulle persone del paese in esso coinvolte. Questa prima tappa, semplice e scorrevole, sembra soprattutto, per Malvaldi, l'occasione per presentare l'ambientazione delle vicende della sua trilogia, oltre a delineare le caratteristiche salienti dei personaggi che "popoleranno", oltre a questa, anche le altre due avventure: "Il gioco delle tre carte" e "Il re dei giochi". Un noir davvero bello che consiglio per indagare e giocare insieme alla combriccola…chi non ha dei nonni che vanno al bar per rompere la monotonia, stare con gli amici giocando a carte? Beh non c’è bisogno di rispondere! Inoltre ho imparato anche in cosa consiste il gioco delle Briscola in cinque vi riscrivo un passo del libro che lo spiega sicuramente meglio di me: “all’inizio si danno le carte, tutte in una volta, otto per uno. Poi, si fa l’asta. Ognuno dichiara, a turno, con quanti punti crede di poter vincere in base alle carte che ha in mano. Mi spiego: l’asta parte da sessanta, il primo dice «Vinco con sessantuno », il secondo «Vinco con sessantatré» e così via, fino a che uno fissa un valore talmente alto che gli altri lasciano. Chi vince ha il diritto di scegliere la briscola, in questo modo: mettiamo che tu abbia asso e tre a denari, mi segui?- Sì, sì, ti seguo. - Allora ti conviene chiamare il regio a denari. Dici «Regio a denari» e così stabilisci due cose: uno, che la briscola è denari. Due, che il tuo compagno per quella mano è quello che ha in mano il regio a denari. Gli altri tre sono contro. Per vincere devi fare, in due, i punti che hai dichiarato all’inizio. Vincere l’asta conviene perché scegli la briscola, ma devi giocare a vincere mentre gli altri giocano a farti perdere. Inoltre sei due contro tre. - Ma una volta che si sono formate le squadre, i turni di gioco come si fanno? - Come i posti del tavolo, quelli sono i turni. Il bello del gioco è che tu non sai chi è che gioca con te. Appena avrai detto la carta, tutti e quattro incominceranno a guardarsi storto, ad accusarsi a vicenda di essere l’intruso, a proclamare le proprie carte prive di denari di ogni specie. Uno di loro mente. Ma fino a che quella carta non salta fuori non puoi sapere come va il gioco, né tu né i tuoi avversari. Soltanto chi ha il re a denari conosce tutta la situazione, e ovviamente farà di tutto per non farsi trovare, magari perderà anche grossi punti per farsi scoprire più tardi possibile. Hai preso tutto? - Dai le carte, si fa un giro di prova.”

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10/01/2017 - Tesesempreastroz
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e vabbè mi son fatta fregare anch'io da malvaldi! anche se al colpevole ci sono arrivata prima di massimo, mi sono divertita parecchio, perchè l'importante del libro non è il giallo, ma il piacere di leggere di quei personaggi, ascoltare le loro battute, i loro ragionamenti bislacchi... un po' come a casa mia :D

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16/11/2023 - fra_paga
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Sufficiente ma nulla di più. Si lascia leggere velocemente e non annoia, e questa è la parte positiva. La scrittura è semplice semplice e non esce mai da una linearità elementare. I personaggi sono molto superficiali e troppo uniformi nel linguaggio. Anche negli anziani coprotagonisti, che dovrebbero creare quello sfondo di ilarità cercato dall'autore, i dialoghi sono monocordi, con battute che sembrano prestate loro da un'altra generazione. Se considero poi che la soluzione dell'enigma l'avevo intuita già a metà libro, anche la dose di sorpresa, personalmente, è mancata. Per inciso, la Vargas è tutt'altra cosa. Voto 6-

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