Eva dorme
  • 9788804600053
  • Mondadori
  • 2011

Eva dorme

di FRANCESCA MELANDRI

Eva dorme:È l'alba. Anche stanotte Eva non riesce a dormire. Apre la finestra: l'aria pungente e dolce dell'aprile altoatesino sa di neve e di resina. All'improvviso il telefono squilla, la voce debole di un uomo che la chiama con il soprannome della sua infanzia: è Vito. È molto malato, e vorrebbe vederla per l'ultima volta. Carabiniere calabrese in pensione, ha prestato a lungo servizio in Alto Adige negli anni sessanta, anni cupi, di tensione e di attentati. Anni che non impedirono l'amore tra quello smarrito giovane carabiniere e la bellissima Gerda Huber, cuoca in un grande albergo, sorella di un terrorista altoatesino e soprattutto ragazza madre in un mondo ostile. Quando Vito è entrato nella sua vita, Eva la figlia bambina, ha provato per la prima volta il sapore di cosa sia un papà: qualcuno che ti vuole così bene che, se necessario, perfino ti sgrida. Sul treno che porta Eva da Vito morente, lungo i 1397 chilometri che corrono dalle guglie dolomitiche del Rosengarten fino al mare scintillante della Calabria, compiremo anche un viaggio a ritroso nel tempo, dentro la storia tormentata dell'Alto Adige e della famiglia Huber. La fine della prima guerra mondiale, quando il Sudtirolo austriaco venne assegnato all'Italia, quando Hermann Huber, futuro padre di Gerda, perse i genitori e con loro la capacità di amare.


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Commenti (2)

11/11/2012 - gzarzana
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sarà che io non amo i romanzi storici e questo in fondo lo è, il contesto è quello del sudtirolo dove si raccontano tre generazioni di cittadini dell’Alto Adige-Sudtirol, attraverso la metafora di una madre bella e sfortunata, Gerda, e una figlia emancipata e vittima delle scelte materne, Eva. Il padre di Gerda, Hermann, contadino austriaco di nascita e di cultura,è sposato a Johanna. Hermann è un uomo gelido e anaffettivo, emerso da un’infanzia triste e solitaria le cui conseguenze psicologiche ricadranno sui suoi figli. Il figlio Peter tenterà di inserirsi in una condizione lavorativa nella Bolzano italiana, ma ne sarà respinto divenendo presto seguace di quel movimento antiitaliano che troverà terreno fertile nei giovani altoatesini. La figlia di Hermann, Gerda, bella e sana, viene sedotta e abbandonata incinta dal giovane e incosciente figlio di un futuro magnate della nascente industria degli sport invernali di massa. Scacciata di casa dal padre, Gerda si rifugia presso un istituto di suore a Bolzano, partorisce la piccola Eva, e con lei accetta di tornare al lavoro in un grande albergo di Merano, dove la vuole come aiutante Herr Neumann, il valentissimo chef .Malgrado la protezione dello chef, l’austera padrona costringe Gerda a separarsi dalla figlia, che viene accompagnata in montagna ed affidata a parenti, che la cresceranno come figlia loro, consentendo alla madre di visitarla nei pochi mesi di chiusura del grande albergo meranese. Vito, un giovane carabiniere calabrese, si innamora perdutamente di Gerda e finalmente per Eva si materializza la possibilità di una vera vita familiare. Vito la circonda di affetto vero, le fa da padre, adora sua madre. Purtroppo il sogno si infrange: la famiglia di Vito non consente il matrimonio con una straniera per di più con una figlia al seguito (il pregiudizio è ancora troppo radicato) e Vito è costretto ad allontanarsi per sempre..... Nonostante la bella trama , ho trovato il libro un pò noioso ,da consigliare solo a chi è interessato a saperne di più della storia del Trentino.....

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26/03/2019 - sofia
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chi è? FRANCESCA MELANDRI Francesca Melandri è una sceneggiatrice, scrittrice e documentarista italiana. Ha esordito nella narrativa nel 2010 con Eva dorme (Mondadori), un romanzo che ripercorre gli anni del terrorismo sudtirolese. Nel 2012 esce Più alto del mare (Rizzoli), finalista al Premio Campiello e vincitore del premio Rapallo Carige, mentre è del 2017 Sangue giusto, (Rizzoli). Il libro parla di:È l'alba. Anche stanotte Eva non riesce a dormire. Apre la finestra: l'aria pungente e dolce dell'aprile altoatesino sa di neve e di resina. All'improvviso il telefono squilla, la voce debole di un uomo che la chiama con il soprannome della sua infanzia: è Vito. È molto malato, e vorrebbe vederla per l'ultima volta. Carabiniere calabrese in pensione, ha prestato a lungo servizio in Alto Adige negli anni sessanta, anni cupi, di tensione e di attentati. Anni che non impedirono l'amore tra quello smarrito giovane carabiniere e la bellissima Gerda Huber, cuoca in un grande albergo, sorella di un terrorista altoatesino e soprattutto ragazza madre in un mondo ostile. Quando Vito è entrato nella sua vita, Eva la figlia bambina, ha provato per la prima volta il sapore di cosa sia un papà: qualcuno che ti vuole così bene che, se necessario, perfino ti sgrida. Sul treno che porta Eva da Vito morente, lungo i 1397 chilometri che corrono dalle guglie dolomitiche del Rosengarten fino al mare scintillante della Calabria, compiremo anche un viaggio a ritroso nel tempo, dentro la storia tormentata dell'Alto Adige e della famiglia Huber. La fine della prima guerra mondiale, quando il Sudtirolo austriaco venne assegnato all'Italia, quando Hermann Huber, futuro padre di Gerda, perse i genitori e con loro la capacità di amare. le mie impressioni: Ecco, sono questi i libri che mi piacciono. La storia dei personaggi magari è inventata, ma la parte storica è quasi sempre tratta da fatti veri accaduti, a parte qualche inesattezza che l'autrice ha puntualizzato. La questione altoatesina i mass media ce l'hanno raccontata come volevano loro e noi "italiani" ce la siamo bevuta tutta,Non era come ce la raccontavano. Mi ricordo quando facevo l'università che guardavamo con sospetto chi arrivava da Bolzano e parlava tedesco ci sembrava che facessero finta di non capirci eravamo prevenuti. La televisione non ce l'ha mai raccontata come era veramente. Ecco il potere della lettura ci sono autori come la Melandri o Bozano in Resto qui che ci raccontano la verità e allora sale la rabbia. La rabbia di esserci lasciati condizionare da pregiudizi creati ad arte per giudicare minoranze in modo sbagliato.Questo è il merito del libro Eva dorme, ma siamo noi che dormiamo e accettiamo per verità cose inaccettabili. Leggere per credere.

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