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09/02/2016 - Acrasia
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Se questo è un uomo, recensito da Acrasia su Bookville.it

Provo un certo timore reverenziale nei confronti di questo libro e di questo uomo che ha saputo raccontare anche con una certa freddezza quanto capitato a lui e a tantissimi altri nel campo di concentramento. A chi dice che non è necessario ricordare perché non si può restare legati al passato (sì, mi sono sentita dire anche questo) rispondo che evidentemente qualcuno ha già dimenticato o addirittura nega quanto sia successo, visti gli orrori che continuano ad essere perpetrati, e insisto nel sostenere che è importante non solo ricordare ma continuare a commemorare le atrocità che moltissime persone hanno subito. E questo libro ne è forte testimonianza.

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09/02/2016 - Acrasia
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La porta delle tenebre. Dannati, recensito da Acrasia su Bookville.it

Ho chiuso la recensione di "Dannati" dicendo che con il seguito sarei partita prevenuta, in effetti così è stato ma un pochino ho dovuto ricredermi: certo, l'impianto narrativo è lo stesso del precedente e la storia si svolge nello stesso identico modo ma questa volta l'ho trovata più scorrevole e meno noiosa, forse per il fatto che si trattava di più vicende parallele che hanno movimentato la narrazione.

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09/02/2016 - Acrasia
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Dannati, recensito da Acrasia su Bookville.it

Mmhh... se questa nuova trilogia inizia così non ci siamo proprio. Non lo boccio completamente ma non mi ha coinvolto come gli altri libri di Cooper. Non mi ha convinto proprio la storia, l'idea di Inferno che ha voluto rappresentare. Sono comunque curiosa di leggere anche i seguenti ma credo che partirò un po' prevenuta.

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09/02/2016 - Acrasia
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Diario di Anna Frank, recensito da Acrasia su Bookville.it

Forse avrei dovuto leggerlo durante l'adolescenza per provare più empatia nei confronti di Anna perché, seppur tragica la vicenda, non mi è sembrato di aver colto sempre tutta la tensione emotiva che la caratterizza: la ragazzina si rende ben conto del pericolo che stanno correndo, ma è più preoccupata dei suoi sentimenti e delle sue emozioni, che a suo parere non sono compresi e rispettati dagli adulti, piuttosto che di quanto stia accadendo là fuori, anche se ne è ben conscia. Ci sono stati comunque parecchi passaggi che ho apprezzato molto nei quali le sue riflessioni sono cariche di commozione. Credo che oltre alla paura di essere trovati, un aspetto altrettanto complicato da gestire sia stata la convivenza forzata in uno spazio ristretto, situazione veramente difficile da sopportare.

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09/02/2016 - Acrasia
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La coscienza di Zeno, recensito da Acrasia su Bookville.it

Riletto a distanza di vent'anni, sicuramente qualcosa in più ho apprezzato, anche perché stavolta ho ascoltato l'audiolibro che mi ha accompagnato nei viaggi in macchina casa-lavoro; senza dubbio è stato meno pesante rispetto a sfogliare nuovamente quel libro che all'epoca proprio non avevo digerito. Dicevo... l'ho apprezzato molto di più, soprattutto quell'ultima parte di riflessioni sulla guerra e sul futuro del mondo, e non ho giudicato Zeno Cosini solo un inetto, come invece ti dicono a scuola, ma un uomo comunque intelligente e compassionevole al punto giusto, che sa approfittare delle situazioni anche quando appaiono a lui sfavorevoli. Certo, forse una banderuola, uno che si appoggia agli altri per "sopravvivere", uno che non ha mai uno slancio di entusiasmo o che se ce l'ha è il momento sbagliato, insomma pressappoco un disadattato, ma a suo modo simpatico.

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09/02/2016 - Acrasia
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La metamorfosi, recensito da Acrasia su Bookville.it

Se ci si sofferma solo sul racconto in sé la prima impressione è quella di stupore per la reazione dei famigliari di Gregor che non si "scompongono", nel senso che non provano pietà per ciò che gli è successo e non pensano a come aiutarlo, ma al contrario ne sono inorriditi e pensano piuttosto a come tirare avanti senza di lui. Certo è che il testo ha un significato più ampio soprattutto in riferimento al periodo storico in cui è stato scritto, ed esprime la diffidenza e lo scetticismo nei confronti dei cambiamenti che stavano avvenendo ad inizio novecento, oltre che la non accettazione del nuovo che stava avanzando con il capovolgimento dei valori e dei principi su cui si era sempre basata la società ottocentesca.

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08/02/2016 - sofia
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Una levatrice a New York, recensito da sofia su Bookville.it

“Le seguenti memorie furono trovate in una cassetta di sicurezza appartenuta alla mia trisavola, Ann, poco dopo la sua morte, avvenuta all’età di settantotto anni, nel 1925”.Una levatrice a New York di Kate Manning è quindi una storia vera un pò romanzata dall'autrice. Ann detta Axie di 12 anni, sua sorella Dutch di 7 e il piccolo Joe di soli 2 anni facevano parte di quella folla di miserabili, vestiti di stracci e con una fame atavica. I fratelli Muldoon erano orfani di padre, caduto ubriaco da un’impalcatura mentre portava sulle spalle un carico di mattoni, mentre la madre, lavandaia da un cinese, si era ustionata un braccio e languiva nel misero appartamento, “dove non c’era nemmeno spazio per farci il segno della croce”, di un caseggiato in Cherry Street.Il libro è un documento storico del bigottismo imperante nel 1860 dove solo le donne venivano accusate se ricorrevano a contaccetivi per evitare gravidanze indesiderate. L'aborto veniva punito come un omicidio e le donne che vi ricorrevano additate come prostitute. In questo contesto l'attività di Ann era vista non sono con sospetto, ma come pratiche effettuate da una strega. Non importava che la su principale attività fosse quella di levatrice e anche piuttosto brava nel far nascere i bambini.Fu perseguitata per tutta la vita e solo il suo coraggio di far valere i suoi diritti di donna le permetteva di andare avanti. Un bellissimo libro che avvicne in tutte le sue pagine ed un documento importante della condizione della donna nella fine ottocento. Ann diventa quindi una femminista convinta e inarrestabile. Bello da leggere!

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08/02/2016 - sofia
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Io e Billy. Storia di un bambino autistico e del gatto che gli ha salvato la vita, recensito da sofia su Bookville.it

Può un gatto salvare la vita ad bambino autistico? In questo libro Io e Billy scritto dalla mamma di Fraser bambino fortemente autistico che grida per ogni cosa sembra proprio di si. Billy è un gatto speciale che riesce a calmare Fraser e fargli fare importanti conquiste . Un libro molto commovente ma che ci dà l'importanza di un animale come un gatto nella vita di un disabile Da leggere!

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08/02/2016 - sofia
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Il fotografo di Auchwitz, recensito da sofia su Bookville.it

Wilhelm Brasse è un giovane Austro-polacco che si rifiuta di giurare fedeltà ad Hitler e che per questo viene rinchiuso ad Auschwitz. Mentre i suoi compagni vengono immediatamente giustiziati lui si salva perchè è un abile fotografo. Il Fotografo di Aschiwitz di Crippa Luca e Onnis Maurizio è la sua storia corredata da sue fotografie di prigionieri e gerarchi delle SS.Crippa Luca Dopo aver compiuto studi di filosofia e teologia, ha lavorato come editor e consulente editoriale. Nel 2013 è uscito per Piemme Il fotografo di Auschwitz, scritto con Maurizio Onnis e tradotto in diversi paesi. L’anno successivo, sempre per i tipi Piemme e sempre con Maurizio Onnis, viene pubblicato L’archivista.ONNIS MAURIZIO Consulente editoriale, ha viaggiato nei paesi in via di sviluppo e studiato antropologia e storia delle culture. Nel 2013 è uscito per Piemme Il fotografo di Auschwitz, scritto con Luca Crippa e tradotto in diversi paesi. L’anno successivo, sempre per i tipi Piemme e sempre con Luca Crippa, viene pubblicato L’archivista.(A cura di Wuz.it)Il libro è scritto con dovizie di particolari agghiaccianti come quando a Brasse viene dato l'incarico di fotografare gli esperimenti medici sui prigionieri. Viene dato risalto anche al conflitto interiore del protagonista in cui sovrasta la paura di essere mandato a morte e il senso di sentirsi connivente con i suoi aguzzini. E' questo il sentimento più oltraggioso per le vittime costrette a collaborare con gli assassini una tortura psicologica che si aggiunge alle atrocità. Un libro che è degno di un'attenta lettura!

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04/02/2016 - Matik2003
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I giorni dell'abbandono, recensito da Matik2003 su Bookville.it

"...il dolore si è distillato, mi ha avvilita ma non mi ha spezzata." Il libro racconta la storia di Olga, una donna di 38 anni con due figli, che improvvisamente viene lasciata dal marito. "Tempo, tempo, tutto il tempo della vita si era perso, e solo per disfarsene con la leggerezza di un capriccio. Che decisione ingiusta, unilaterale. Soffiare via il passato come un brutto insetto che si è poggiato sulla mano." La Ferrante come solo lei sa fare, entra nell'animo di Olga, in profondità, ci racconta di una donna "guastata", smarrita, offesa che ha dedicato la sua vita a quella di un marito che senza curarsi di lei l'abbandona. Olga sarà costretta: ad affrontare i fantasmi del passato ("la poverella" una donna che aveva subito la sua stessa sorte durante la sua infanzia a Napoli), ad occuparsi del cane Otto (dono del marito ai figli) che capirà di amare solo quando sarà troppo tardi, i suoi figli da un giorno all'altro saranno costretti a convivere con una madre "diversa" sguaiata, insofferente e intollerante e con il padre mancante, perderà la sua integrità, fino quasi a sfaldarsi, dovrà combattere il rancore e il dolore, fino a ricompattarsi per affrontare di nuovo la "sua" vita. "Sì, ero stupida. I canali dei sensi si erano chiusi, non vi scorreva più il flusso della vita chissà da quando. Che errore era stato chiudere il significato della mia esistenza nei riti di Mario mi offriva con prudente trasporto coniugale. Che errore era stato affidare il senso di me alle sue gratificazioni, ai suoi entusiasmi, al percorso sempre più fruttuoso della sua vita. Che errore, soprattutto, era stato credere di non poter vivere senza di lui, quando da tempo non era affatto certa che con lui fosse vita." Olga è una donna che mi ricorda Lila o Lenù dell'Amica geniale, perché la Ferrante ha la capacità di pennellare magistralmente l'animo delle donne che soffrono, che si "guastano" o si "smarginano" per poi puntualmente tornare a esistere, quietamente. "Il futuro sarà tutto così, la vita viva insieme all'odore umido della terra dei morti, l'attenzione insieme alla disattenzione, i balzi entusiastici del cuore insieme ai bruschi cali di significato. Ma non sarà peggio del passato." "Esistere è questo, pensai, un sussulto di gioia, una fitta di dolore, un piacere intenso, vene che pulsano sotto la pelle, non c'è nient'altro di vero da raccontare."

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