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22/09/2016 - Matik2003
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L'amore non è mai una cosa semplice, recensito da Matik2003 su Bookville.it

"Le cose più difficili sono le uniche per cui vale la pena di lottare. Sempre." Il libro racconta la storia di Lavinia e Sebastiano, due ragazzi che studiano all'università, lei alla Bocconi indirizzo Economia, lui al Politecnico indirizzo ingegneria, sono vicini entrambi alla laurea e devono collaborare ad un progetto per poter guadagnare crediti per la quotazione finale. Per Lavinia non sarà affatto facile approcciarsi con Sebastiano, i due hanno due caratteri totalmente diversi, opposti: lei è la ragazza dall'eterno sorriso stampato sulla faccia, che piace a tutti, l'amica di tutti, piena di insicurezze e incerta su ciò che le piacerebbe fare nella vita, lui ama definirsi "strano", perché diverso dallo stereotipo del ragazzo comune che si trova su qualsiasi social, è burbero, schivo e inaccessibile, un nerd, intelligentissimo che sa esattamente ciò che vuole e che analizza ogni aspetto della vita con razionalità e precisione, non lascia mai niente al caso. "Pensavo che dopo 23 anni di onorata carriera su questo pianeta ci fossi arrivata anche tu: la gente stramba è l'unica interessante e che valga la pena di frequentare. Cosa te ne fai di quelli che si uniformano alla massa? E poi, dove sta scritto che uno non possa essere contemporaneamente figo e strano?" I due ragazzi costretti per causa di forza maggiore a frequentarsi, inizieranno a lavorare insieme, Lavinia piano piano inizierà a scalfire il "muro" dietro al quale si nasconde e si protegge Sebastiano, il loro rapporto alla fine li porterà ad amarsi ed entrambi ne usciranno maturati e migliorati, lei acquisterà sicurezza e si fortificherà, lui si aprirà al mondo e abbandonerà il suo perenne stato di cupezza. Anna Premoli è bravissima a raccontare storie d'amore, con semplicità e maestria, riesce a far appassionare, divertire e sorridere il lettore cosa non affatto semplice e scontata, i suoi libri sono capaci di portare una ventata di spensieratezza e serenità e ribadiscano a tutti noi sognatori che l'amore è il motore della vita. "....tutto è molto più bello se lo condividi con chi ami."

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20/09/2016 - Matik2003
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Un incantevole aprile, recensito da Matik2003 su Bookville.it

"Questo è il paradiso...guarda come tutto convive in armonia, ogni cosa è benvenuta, tutto è ben assortito e visibilmente felice e ci dà gioia." Quattro signore inglesi: Mrs.Arbuthnot, Mrs.Wilkins, Mrs,Fisher e Lady Caroline decidono di andare a trascorrere una vacanza in Italia a San Salvatore; trascorreranno là un'incantevole aprile, dove i loro cuori e le loro menti si apriranno di nuovo all'amore e alla felicità, complice i profumi, i colori e il tepore del sole in quello splendido posto: un castello arroccato su uno scoglio che si affaccia su un panorama mozzafiato. "Cosa c'è di strano? Noi. Questo posto. Ogni cosa. E' tutto così incantevole. E' così strano e delizioso essere qui. Oserei dire che quando infine raggiungendo il paradiso -quello di cui parlano tanto- non potremo trovarlo più bello." Ogni signora a modo suo subirà una trasformazione in meglio, ognuna ha un carattere e dei relativi "problemi", ma raggiungeranno un equilibrio che le farà diventerà complici l'una verso l'altra, ognuna riscoprirà se stessa e dall'esperienza ne usciranno migliorate e più amabili. "Oh, ma in paradiso non ci si aiuta. E' tutto superato. Non si cerca di essere o di fare. Semplicemente si è." La scrittrice racconta il cambiamento che avviene alle quattro donne leggendo nel loro animo, il tutto condito con spruzzi di umorismo, descrivendo posti incantevoli e facendoci quasi sentire il profumo del mare e dei fiori, con uno stile delicato e discreto, pecca un po' per i miei gusti per la lentezza con la quale si dipana la storia, ma forse queste sono le atmosfere che la von Arnim voleva per il suo libro! "Di nuovo l'amore, era dovunque. Non c'era modo di liberarsene. Era venuta in questo posto per starne lontana e l'aveva ritrovato in tutti, in gradi diversi."

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16/09/2016 - sofia
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Un anno sull'altipiano, recensito da sofia su Bookville.it

LUSSU EMILIO (Armungia, Cagliari, 1890 - Roma 1975) uomo politico e scrittore italiano. Fondatore del partito sardo d’azione (1921), antifascista, esule in Francia dal 1929, fu tra i fondatori del movimento Giustizia e libertà. Partecipò alla resistenza. Ha scritto alcuni notevoli libri, fra cui Marcia su Roma e dintorni (1933) e Un anno sull’altipiano (1938), che rievoca con grande umanità e sobrietà stilistica la sua esperienza di combattente della prima guerra mondiale. Nel 1968 ha pubblicato Sul partito d’azione e gli altri, indagine sulle vicende politiche degli ultimi 40 anni. In collaborazione con Garzanti. A cura di Wuz.it Il suo libro Un anno sull'Altipiano parla della permanenza dell'autore sull'Altipiano di Asiago con i Granatieri di Sardegna. Il suo è un diario che narra episodi da lui vissuti di compagni con i quali ha condiviso la terribile guerra di trincwa per lo più guidati da comandanti che facwvano della retorica la loro bandiera infliggendo attacchi sconsiderati che per lo più si risolvevano in una carneficina. Molti episodi si sono visti nel film Uomini contro fra questi il famoso attacco con le corazze Farina risultate trappole mortali.L'episodio delle corazze "Farina" mostra chiaramente l'irresponsabilità ed il fondo di stupidità criminale che muove il generale Leone quando comanda i suoi uomini; infatti, sebbene venga sconsigliato da un colonnello, costringe i soldati del reparto dei "guastatori" a indossare la stupida protezione" I romani vinsero per le corazze...il nemico può avere fucili, mitragliatrici, cannoni: ma con le corazze "Farina" si passa dappertutto". Ma i guastatori, appena mettono piede fuori dalla loro trincea vengono fatti fuori tutti; ciò nonostante, il generale non ...aveva perduto la fiducia nelle corazze Farina" e le fa indossare nuovamente al tenente Fiorelli, seguito da un'intera compagnia. Anche in questo caso i soldati non riescono nemmeno ad arrivare alle trincee nemiche e muoiono tutti.Lo stile della narrazione è asciutto, sobrio, scarno; impregnato di un sarcasmo e da un gusto per il paradosso che caratterizzano e connotano l’intelligenza dell'autore.Così Lussu descrive un assalto nemico : "Noi vedevamo reparti interi cadere falciati... Il vento soffiava contro di noi. Dalla parte austriaca ci veniva un odore di cognac, carico, condensato, come se si sprigionasse da cantine umide, rimaste chiuse per anni....sembrava che le cantine spalancassero le porte e ci inondassero di cognac".Poteva essere un diario pieno di rancore Lussu nell'orrore che descriveva è perfino riuscito a farci sorridere e chi come me non ha mai conosciuto i nonni morti proprio durante la Grande Guerra leggere questo libro è come averli conosciuti Vi invito a leggerlo!

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16/09/2016 - sofia
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Un anno sull'altipiano, recensito da sofia su Bookville.it

LUSSU EMILIO (Armungia, Cagliari, 1890 - Roma 1975) uomo politico e scrittore italiano. Fondatore del partito sardo d’azione (1921), antifascista, esule in Francia dal 1929, fu tra i fondatori del movimento Giustizia e libertà. Partecipò alla resistenza. Ha scritto alcuni notevoli libri, fra cui Marcia su Roma e dintorni (1933) e Un anno sull’altipiano (1938), che rievoca con grande umanità e sobrietà stilistica la sua esperienza di combattente della prima guerra mondiale. Nel 1968 ha pubblicato Sul partito d’azione e gli altri, indagine sulle vicende politiche degli ultimi 40 anni. In collaborazione con Garzanti. A cura di Wuz.it Il suo libro Un anno sull'Altipiano parla della permanenza dell'autore sull'Altipiano di Asiago con i Granatieri di Sardegna. Il suo è un diario che narra episodi da lui vissuti di compagni con i quali ha condiviso la terribile guerra di trincwa per lo più guidati da comandanti che facwvano della retorica la loro bandiera infliggendo attacchi sconsiderati che per lo più si risolvevano in una carneficina. Molti episodi si sono visti nel film Uomini contro fra questi il famoso attacco con le corazze Farina risultate trappole mortali.L'episodio delle corazze "Farina" mostra chiaramente l'irresponsabilità ed il fondo di stupidità criminale che muove il generale Leone quando comanda i suoi uomini; infatti, sebbene venga sconsigliato da un colonnello, costringe i soldati del reparto dei "guastatori" a indossare la stupida protezione" I romani vinsero per le corazze...il nemico può avere fucili, mitragliatrici, cannoni: ma con le corazze "Farina" si passa dappertutto". Ma i guastatori, appena mettono piede fuori dalla loro trincea vengono fatti fuori tutti; ciò nonostante, il generale non ...aveva perduto la fiducia nelle corazze Farina" e le fa indossare nuovamente al tenente Fiorelli, seguito da un'intera compagnia. Anche in questo caso i soldati non riescono nemmeno ad arrivare alle trincee nemiche e muoiono tutti.Lo stile della narrazione è asciutto, sobrio, scarno; impregnato di un sarcasmo e da un gusto per il paradosso che caratterizzano e connotano l’intelligenza dell'autore.Così Lussu descrive un assalto nemico : "Noi vedevamo reparti interi cadere falciati... Il vento soffiava contro di noi. Dalla parte austriaca ci veniva un odore di cognac, carico, condensato, come se si sprigionasse da cantine umide, rimaste chiuse per anni....sembrava che le cantine spalancassero le porte e ci inondassero di cognac".Poteva essere un diario pieno di rancore Lussu nell'orrore che descriveva è perfino riuscito a farci sorridere e chi come me non ha mai conosciuto i nonni morti proprio durante la Grande Guerra leggere questo libro è come averli conosciuti Vi invito a leggerlo!

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08/09/2016 - Acrasia
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I figli della mezzanotte, recensito da Acrasia su Bookville.it

Mostra questa recensione Romanzo che si assapora piano piano... non coinvolge da subito ma lascia il lettore a macerare nella propria salamoia fino a raggiungere una matura consapevolezza di ciò che sta leggendo, almeno così è capitato a me. Ora che sono arrivata alla fine e il cerchio si è chiuso mi accorgo di essermi affezionata a Saleem, mentre durante la lettura ero combattuta su come considerare questo figlio della mezzanotte, il cui destino va di pari passo col destino dell'India. Consiglio di non lasciarsi intimorire dalla lentezza a volte pesante del racconto, ma di perseverare nella scoperta di questo mondo magico che è l'India, coi suoi colori e i suoi sapori.

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08/09/2016 - Acrasia
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Storia delle terre e dei luoghi leggendari, recensito da Acrasia su Bookville.it

Se non fosse stato per la carta patinata e le illustrazioni l'avrei abbandonato subito, ma è stato piacevole sfogliarlo, sembrava di avere tra le mani un volume di storia dell'arte. Purtroppo il contenuto ho faticato a digerirlo, anche se l'idea era interessante e gli argomenti molto curiosi, ma d'altronde con Eco non ho un buon rapporto e la sua scrittura mi risulta proprio pesante.

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08/09/2016 - Acrasia
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A partire dai nomi, recensito da Acrasia su Bookville.it

Un racconto distopico che si discosta molto dai romanzi più conosciuti di Vitali. Qui non c'è la sua Bellano a fare da sfondo, ma una Torino in cui succedono cose strane, gli animali impazziscono e cercano il suicidio di massa. Grob, che di mestiere fa il giornalista, cerca di indagare su questi avvenimenti all'apparenza assurdi... Si legge in modo molto scorrevole tanto è piccolino e con capitoli molto corti, e la storia con il suo mistero da risolvere tiene incollati alle pagine.

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08/09/2016 - Acrasia
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L'invasione delle tenebre, recensito da Acrasia su Bookville.it

Questa trilogia è finita come non mi sarei mai aspettata, considerando i primi due libri. E' stata una bella sorpresa essere catturata dal ritmo incalzante e dalla trama non così banale rispetto ai primi due. Sì, mi è piaciuto, Cooper si è riscattato finalmente dalla brutta figura iniziale, soprattutto con il finale inaspettato.

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08/09/2016 - Acrasia
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Cent'anni di solitudine, recensito da Acrasia su Bookville.it

Un grande romanzo, l'ho apprezzato moltissimo. Arrivata alla fine, la prima impressione che ho avuto è stato è il passaggio dall'euforia e la pazzia iniziali alla desolazione finale, dalla folla di Buendia che ha popolato la casa nei tempi migliori alla solitudine fisica e non solo interiore degli ultimi discendenti. E' stata, tra alti e bassi, una parabola discendente. Ciò che mi è piaciuto è stato l'alternarsi di scene quasi comiche o comunque buffe, a scene dal recondito significato più serio e tragico, pertanto non è stato affatto pesante leggerlo, ma nello stesso tempo si tratta di un romanzo molto profondo perché attraverso delle immagini suggestive e dei personaggi coloriti Marquez ci ha fatto vivere la storia senza però raccontarla direttamente, raccontandoci i fatti senza quasi farci accorgere che stessero accadendo, e ci ha posto davanti delle problematiche serie e spinose senza renderle esplicite. E' stato raccontato tutto apparentemente in modo "superficiale" (passatemi il termine), come una farsa, e invece alla fine tutte queste parole pesano. Per quanto riguarda i personaggi, sono talmente tanti che non si riesce ad affezionarsi ad uno in particolare, ma le donne sicuramente hanno un ruolo fondamentale, una su tutte Ursula, ma nel bene o nel male tutte occupano una posizione importante all'interno del romanzo, sono più forti e determinate, più pratiche e coi piedi per terra rispetto agli uomini, che al contrario si lasciano trascinare dall'euforia per seguire passioni stravaganti o guerre inutili. Bello l'espediente delle pergamene di Melquiades, a voler significare che il nostro destino è già scritto, a cui non ci si può sottrarre.

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08/09/2016 - Matik2003
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Non chiamarmi di lunedì, recensito da Matik2003 su Bookville.it

"Ho capito cosa siamo, Greta. Due anime fragili che si cercano." Un libro che racconta la storia di Patrik e Greta, due anime ferite, con la paura di amare che il destino ha deciso di far incontrare... Patrik si trova all'improvviso senza lavoro, scopre che la fidanzata Ludovica lo tradisce e nel suo profondo c'è una ferita che è perennemente aperta, quella per la scomparsa della sua sorella gemella Lisbeth, è un ragazzo affascinante,con la pelle color cioccolato e gli occhi di un azzurro glaciale, gentile, legato profondamente alla sua famiglia, che spesso si incupisce e che ha una certezza: lui non è capace di amare! "...cicatrizzare le ferite provocate dalle spine." Greta indossa una corazza che nessuno deve scalfire, perché lei non vuole soffrire mai più, già troppe volte nella sua vita è stata abbandonata, prima alla nascita dal padre, poi dagli adorati nonni che l'hanno cresciuta, ha una madre stravagante ed assente e tanto per complicarsi ulteriormente la vita ha una storia d'amore con Cris, un uomo sposato, un rapporto dal quale non otterrà mai niente, che la fa vivere in una costante alternanza di emozioni e che la getta sempre più nelle sue insicurezze d'amore! "Inizio a far segni rossi su quei fogli, calcando la mano a tal punto da incidervi dei solchi. Contro tutti. Sono io, contro tutti. Sono venuta al mondo così e morirò così, ne sono certa. Ma non lo farò senza lasciare un segno fosse anche negativo. Proprio un fastidioso segno rosso come questo, che adesso si sta trasformando in un enorme buco." "La vita a volte è proprio strana e il destino si diverte un mondo a mischiare le carte sparpagliandole sul tavolo senza logica...." e questa volta ha deciso di far incontrare Patrik e Greta, in maniera divertente inizieranno a frequentarsi, c'è subito una grande attrazione fisica e ci metteranno molto tempo, prima dovranno mettere da parte le loro fragilità e poi alla fine l'amore trionferà. "Cosa vuoi da me? Voglio che tu sia tutto nella mia vita. Il sole che mi faccia ridere o piangere. La persona con cui voglio condividere il mio letto, Rik, voglio che tu sia mio. Sono già tuo, Greta. Lo sono da tempo, avevo solo paura di dirtelo, ma il mio cuore ti appartiene da quando lo hai guarito dalle ferite delle sue spine." La Volontè racconta questa storia alternando ogni capitolo con i pensieri e le sensazioni dei due protagonisti, ha uno stile leggero e scorrevole, ci sono continui battibecchi tra i due e scene spesso divertenti, Patrik è un ragazzo del quale è facile innamorarsi e Greta è una ragazza piena di insicurezze che nasconde dietro una facciata da Lady di ferro, la passione tra loro è travolgente, un libro da leggere se si vuole essere partecipi di una bella storia d'amore, ricca di emozioni e sentimenti puri. Ah, dimenticavo ho amato questo libro per un altro motivo, mio personale, nel suo interno ho trovato un richiamo alla mia splendida città di Lucca: "Mi guardo intorno e mi rendo conto di essere in mezzo a una strada dove potrebbe passare tranquillamente un camion, mi avvicino al parapetto e il panorama è davvero suggestivo. In corrispondenza dei torrioni principali la strada si allarga a dismisura e ci sono spazi adibiti a parco giochi oppure ad aree pic-nic. Lo seguo incamminandoci lungo il viale alberato, alla mia destra c'è il centro della città e a sinistra scorgo la natura con le sue colline verdeggianti."

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