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20/04/2015 - giusy
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La signora delle camelie, recensito da giusy su Bookville.it

prima di leggere il libro, munirsi di fazzoletti...

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20/04/2015 - giusy
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I miracoli accadono, recensito da giusy su Bookville.it

E' necessario essere credenti per credere all'autrice: io ci credo

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20/04/2015 - giusy
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Chi di noi due?, recensito da giusy su Bookville.it

All'inizio sembra poco coinvolgente, poi travolgente

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20/04/2015 - giusy
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La verità è che non gli piaci Abbastanza, recensito da giusy su Bookville.it

di tutto il libro, sono da tener presenti soprattutto i consigli riportati nell'ultima pagina

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20/04/2015 - giusy
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Trattali male, recensito da giusy su Bookville.it

Alcuni consigli, potrebbero essere seguiti, ma altri mi sembrano da film

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20/04/2015 - sofia
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Il rosso e il nero, recensito da sofia su Bookville.it

« Un romanzo è uno specchio che passa per una via maestra e ora riflette al vostro occhio l'azzurro dei cieli ora il fango dei pantani. E l'uomo che porta lo specchio nella sua gerla sarà da voi accusato di essere immorale! Lo specchio mostra il fango e voi accusate lo specchio! Accusate piuttosto la strada in cui è il pantano, e più ancora l'ispettore stradale che lascia ristagnar l'acqua e il formarsi di pozze. » (Stendhal, Il rosso e il nero) Il rosso e il nero è scritto nel 1830 ed è il secondo romanzo di Stendhal pseudonimo di Marie-Henri Beyle è un romanzo realistico che trae spunto da una vicenda realmente accaduta. La vicenda nota come l'affaire Berthet, avvenuto nel 1827 presso il Tribunale di Corte d'Assise dell'Isère, il dipartimento di origine di Stendhal: il figlio di un maniscalco fu giudicato e condannato a morte per aver assassinato l'amante, moglie di un notaio di provincia.L'epoca in cui si svolgono i fatti nel romanzo è quella antecedente la Rivoluzione del 1830 ed è un affresco della società francese nel post-Napoleone e il cinismo e l'ipocrisia che allora imperavano nei rapporti umani. Julien Sorel il protagonista è figlio di questo tempo, figlio di un commerciante di legname odiato dal padre e dai fratelli , si avvicna per calcolo, alla cultura e al mondo clericale impara il latino e diventa precettore nella famiglia del sindaco di Verrières piccola e immaginaria cittadina della Francia contea. Si innamorerà prima della moglie del sindaco e sucessivamente quando diventerà segretario di un duca della figlia. H avuto la sfortuna di incappare in una edizione molto vecchia in biblio scritta in piccoli caratteri e con una pessima traduzione. Questo ha inciso nella mia lettura e nel aver potuto gustare al meglio questo che è definito il capolavoro di Stendhal. Comnque la storia di per sè tragica ha anche risvolti classici dei feuilleton dell'epoca, Il protagonista alla fine risulta un ingenuo che da arrivista sociale si fa travolgere dalle passioni. Non è un personaggio che si fa amare ma che alla fine l'autore riesce a farcelo compatire e capire.Sicuramente, dopo questa lettura , mi avvicinerò all'altro capolavoro di Stendhal La certosa di Parma. Nel frattempo consiglio questa lettura agli amanti dei classici.

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20/04/2015 - sofia
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Il profeta, recensito da sofia su Bookville.it

Il profeta di Kalhil Gjbran è un poema poetico-visionario che tocca tutti gli argomenti del vivere comune. Sulla falsariga di Così parlò Zaratustra di Nietzke si differenzia perchè mentre il flosofo tedesco parte dalla negazione di Dio per arrivare al concetto del superuomo in Gjbran sono i sentimenti al centro di tutto. Lui parla dell'amore, del dolore , della morte dell'amicizia, dei figli del matrimonio ecc e tutto acquista una dimensione trascendente che ci porta a Dio.E' stato definito "un breviario per laici" ma anche chi ha un forte senso religioso avrà modo di riflettere e di sentire Dio e il divino in ogni sua riflessione. Consiglio a tutti! "Popolo di Orphalese, di che posso parlare, se non di cose che anche in questo momento vi commuovono l'anima?"Il Profeta di Kalhil Gjbran

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20/04/2015 - sofia
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Lettere a Lucilio. Testo originale a fronte, recensito da sofia su Bookville.it

Potrei analizzare una ad una queste meravigliose Lettere che Seneca rivolge all'amico e discepolo Lucilio, a non riuscirei sicuramente a trasmettere l'essenza morale che contengono. Scritte tra il 62 e il 65 ormai alla fine della vita di Lucio Anneo Seneca. Sono incomplete ma già così sono una lettura corposa in quanto ne possiamo gustare 124 lettere che parlano dell'intimo dell'uomo e della sua crescita morale. Ecco perchè diventano un manuale di crescita interiore valido anche al giorno d'oggi. Il titolo originale è Epistulae morales ad Lucilium (Lettere morali a Lucilio). Lucilio era un personaggio poeta e scrittore non notissimo proveniente dalla Campania era, al tempo di Seneca,governatore della Sicilia.E' un librone che ho letto piano piano mettendoci un bel pò e del resto le lettere contengono così tante massime che sono si filosofiche e per gli addetti ai lavori, ma che diventano in molti tratti regole di vita attuali in qualsiasi epoca. Consigliato! "Non dobbiamo cercare di vivere a lungo, ma di vivere abbastanza; vivere a lungo dipende dal destino, dalla nostra anima vivere quanto basta. La vita è lunga se è piena; ed è pienamente compita quando l'anima ha riconsegnato a se stessa il suo bene e ha preso il dominio di sé"Lettere a Lucilio di Seneca

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17/04/2015 - psartiano
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La civiltà etrusca, recensito da psartiano su Bookville.it

Un libro non recente che ho acquistato in un mercatino dell'usato. All'epoca in cui fu scritto da Aziz non era stata ancora decifrata la scrittura etrusca e molti aspeti di questa civiltà erano ignoti. Tuttavia questo libro si concentra sulle testimonianze degli stori latini come Tacito e Teopompo per i costumi e le usanze, Vitruvio per quanto riguarda l'architettura etrusca. Gli etruschi furono senza dubbio un popolo unico capace di esprimere un livello di civiltà altissima. Secondo la religione etrusca la loro civiltà sarebbe durata 10 secoli e così fu ma per l'atteggiamento fatalista che ebbero sempre gli stessi etruschi. La civiltà etrusca si sviluppò dal X al I secolo a.C. Negli ultimi secoli della sua esistenza molte iscrizioni sepolcrali confermano che gli etruschi erano convinti di essere nell'ultima fase della loro vita come civiltà. Del resto i romani avevano distrutto e conquistato gran parte delle loro città. Certo la cultura etrusca fu assimilata dai romani che ne imitarono l'architettura, le usanze il modo di vestire e in parte la religione. Gli etruschi erano famosi per l'aruspicina ovvero l'arte di interpretare i segni degli dei. L'Aruspice etrusco ra una figura ricercata e rispettata dai romani. Dopo la conquista dell'Etruria i romani istituirono il Collegio degli Aruspici e pagarono i potenti Signori Etruschi per mantenere in vita quest'arte e mandare a Roma i migliori Aruspici.

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14/04/2015 - sofia
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Sette anni senza di te, recensito da sofia su Bookville.it

Sono molto imbarazzata a scrivere le mie impressioni su questo romanzo di Guillome Musso Sette anni senza di te. Musso è un autore che amo molto, ma come mi è già successo quando ho letto il gioco di Ripper della Allende, mi rifiuto di avallare i thriller scritti da autori che hanno ben altro da dirci.Sette anni senza di te contiene di tutto l'amore dapprima finito fra i due protagonisti Nkki e Sebastian. La sparizione dei due gemelli e la loro corsa per ritrovarli. Sangue e inseguimenti a go-go . Particolari a volte racappricianti, e volgari. Insomma nulla di tutto questo mi aspettavo da Musso. Quindi pollice verso... sconsiglio!

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