Il cigno di Sebastiano Vassalli come in altri suoi romanzi trae spunto da un fatto realmente accaduto. Si tratta del primo assassinio eccellente di mafia nella storia d’Italia e della Sicilia, ordinato, pare, dall’onorevole Raffaele Palizzolo, detto il Cigno per certe movenze e per le modulazioni della voce.La vittima è Emanuele Notarbartolo ucciso in uno scompartimento di prima classe del treno che dai poderi di famiglia riporta Notarbartolo a Palermo.Il romanzo, che copre 27 anni di storia italiana, è diviso in tre atti, di cinque giornate ciascuno: Inferno (1893-’94), Purgatorio (1896-’99), Paradiso (1901-’04), cui si aggiunge – a mo’ di composizione teatrale - un Epilogo, datato 2 febbraio 1920.Leggendolo a dire il vero mi sembrava che il tema fosse attualissimo solo che al giorno d'oggi tutto si fa per dimenticare la connessione che c'è fra mafia e politica male tipicamente italiano.Quindi un libro triste e assolutamente attuale per non dimenticare quale sia veramente il male italiano oltre agli evasori fiscali naturalmente, Quanti cigni si nascondono a noi? Da leggere!