Sono consapevole che scrivere la recensione di un'opera del maestro Tolkien sia un'impresa assai ardua: me ne sono resa conto anche da tutte le polemiche scatenate dalla serie tv su Amazon Prime Video, in onda dal 2022, Il Signore degli anelli. Gli anelli del potere. Perché ci sono i grandi esperti di Tolkien, quelli che lo studiano sul serio, che analizzano parola per parola le sue lettere e che se già avevano storto il naso sulle due trilogie, capolavori di Peter Jackson (soprattutto la prima) al cinema, figurarsi su un prodotto televisivo, destinato al grande pubblico e che, in qualche modo, doveva accontentare un po' tutti.
Fatta questa lunga premessa e ammesso che anch'io tendo ad infastidirmi quando un film o una serie basati su un romanzo non lo riflettono fedelmente, mi rendo anche conto che trattasi pur sempre di riadattamenti che, come tali, presentano delle criticità ma anche dei risvolti positivi, che possono arricchire la narrazione.
Anzi, rincaro la dose: considero Tom Bombadil come il personaggio tra i meglio caratterizzati dell'intera serie suddetta, interpretato magistralmente dall'attore britannico Rory Kinnear. Per questo ho voluto approfondirlo dal punto di vista letterario e ho trovato questa nuova edizione de Le avventure di Tom Bombadil, sperando di scoprire qualcosa di più sulla sua identità.
In verità, questa raccolta di sedici poesie non ha svelato l'arcano e si è presentata in maniera diversa da come me l'aspettavo: il linguaggio è appunto poetico, come si osserva anche nel testo originale a fronte e Tom è protagonista solo delle prime due poesie...e, visto il modo in cui si conclude la seconda, si comprende come nelle intenzioni di Tolkien l'identità di questo personaggio dovesse restare misteriosa. Possiamo inoltre ritrovare tanti personaggi secondari della Terra di Mezzo e anche qualcuno non direttamente collegato.
Ho svolto ricerche anche sul sito dell'Associazione italiana studi tolkieniani, appunto quelli che ne sanno davvero sul padre dell'epic fantasy e il risultato non cambia. Anzi loro ritengono che la risposta alla domanda sull'identità di Tom non sia necessaria. Lo stesso Tolkien, in La realtà in trasparenza, sostiene:
"Non intendevo farne una figura allegorica - altrimenti non gli avrei dato un nome così particolare, così caratteristico e buffo - ma l'allegoria è l'unico modo per dire certe cose: lui è un'allegoria, un esempio, la scienza naturale pura (reale) che ha preso corpo; lo spirito che desidera conoscere le altre cose, la loro storia e la loro natura, perché sono «diverse» e totalmente indipendenti dalla mente che indaga, uno spirito che convive con una mente razionale, e che non si preoccupa affatto di «fare» qualcosa con la conoscenza." (pp. 217-2018)
E, in un altro passo, l'autore invita a non prendere la cosa troppo sul serio.
Quindi, in conclusione di questa lunghissima recensione, che cosa resta: a mio parere Tom Bombadil è un personaggio meraviglioso, completamente fuori da ogni schema, che ama la natura e la sa rispettare e gestire, ma senza dominarla, che sa dispensare saggezza senza fare gli "spiegoni" o guardare dall'alto in basso, che è capace di ascoltare, incoraggiare, sostenere gli amici in difficoltà...che può usare l'Unico Anello, l'incarnazione del Male Assoluto, senza esserne soggiogato. Direi che questo possa bastare.
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