Torna il commissario Sensi, uno dei personaggi più originali che mi sia capitato di incontrare negli ultimi tempi e del quale aspettavo ansiosamente il ritorno. Sgangherato, tendenzialmente inaffidabile e inadatto al suo ruolo, però intrigante, affascinante, donnaiolo, sincero al limite dell’insolenza, ironico e sarcastico: Ermanno Sensi è il vero bello e dannato in tutti i sensi e scusate il doppio gioco di parole . Per chi la letto il primo romanzo “L’ombra del commissario Sensi” non è infatti una scoperta sapere che il protagonista ha un piccolo problema che lo tormenta: un demone interiore che in questo caso è quanto mai reale. Coloro che non amano questo tipo di tematiche, io stessa rifuggo vampiri e demoni di ultima generazione, non devono però evitare a priori questa lettura, perché il demone incastrato nel corpo di Sensi non è una presenza esageratamente determinante nella storia, appare ogni tanto e suo malgrado è asservito al bene, risultando così anche alquanto simpatico. Gran pregio di questo libro è la scrittura fresca, spontanea, immediata per una storia che mischia reale e surreale. Frasi brevi, concise, che rimandano al fumetto , senza nessuna concessione a lunghe, noiose e devianti descrizioni. Un libro che è colmo di sarcasmo, spietata ironia nella descrizione di situazioni e personaggi. Un personaggio che diverte , che si sente deve aver divertito molto anche l’autrice e che vorrei ritrovare al più presto in un prossimo libro: dannazione, Sensi già mi manca!