Al grido di SANTO SUBITO doveva terminare questa storia
“Lei cosa avrebbe fatto al mio posto?”
Una di quelle domande pesanti, in cui di solito si cerca l’appoggio dell’interlocutore, ma lui no, non stava cercando comprensione o scusanti, stava cercando di dire che tutti avrebbero dovuto naturalmente comportarsi come lui.
Una storia vera, incredibile, appassionante come solo un romanzo d’avventure potrebbe essere. La storia di Giorgio “Jorge” Perlasca.
Chi?? Fino a pochi anni fa chiunque di noi, anche lo storico più incallito, si sarebbe posto questa domanda.
Nelle leggende ebraiche si citano i “36 giusti” : persone che in ogni epoca risaltano per le loro capacità e qualità. Con il senno di poi Giorgio è entrato di prepotenza a far parte dei 36 giusti del periodo della II guerra mondiale… e per puro caso perché nonostante abbia letteralmente salvato la vita a centinaia di persone strappandole ai treni della morte, è solo nel 1987 che un gruppo di donne si ricorda di lui.
Onorato come eroe in vari paesi, in Italia continua ad essere un perfetto sconosciuto (basti pensare che io ho abitato ad una manciata di passi da casa sua e non ne saputo l’esistenza se non dopo la sua morte), tanto che l’allora presidente Cossiga non gli ha conferito né croce di cavaliere né altre riconoscenze.
Il giorno del suo funerale, nella piccola chiesa vicino a casa sua, però, sono arrivate più di 2000 persone.
GIORGIO PERLASCA, EROE.