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17/12/2014 - Matik2003
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Il treno dell'ultima notte, recensito da Matik2003 su Bookville.it

Sembrava che lui mi fissasse....col suo sguardo dilatato e immenso che avvolgeva, condannava, esecrava tutto l'universo. Mi sembrò di sentire quel grido sussurrato: Che orrore! Che orrore!." E' la storia di Amara che va in cerca, nell'immediato dopo guerra, del suo amico d'infanzia Emanuele Orestain, il bambino che tanto lei ha amato nella sua Firenze, da piccoli giocavano, andavano in bici, erano ghiotti delle buonissime ciliegie, ma un giorno del 1939, i genitori del piccolo decidono di rientrare a Vienna, loro ricchi ebrei, famiglia importante non temevano l'avanzare delle idee di Hitler e del nazismo, stupidamente pensavano di essere indenni dall'orrore che quotidianamente colpiva gente delle loro origini. Emanuele tiene informata Amara, tramite lettera prima e poi lascerà un piccolo quaderno/diario, all'interno di una crepa in un muro nel ghetto di Lodz, dove racconta tutte quello che gli succede fino alla deportazione, dove si perdono le sue tracce. Amara parte da qui, percorre l'Europa, durante la guerra fredda, alla ricerca del suo caro amato amico perchè è convinta che lui sia vivo, alla fine lo troverà, completamente cambiato dall'ORRORE che ha vissuto. "Ombra mai sazia di splendide apparenze, di realtà spaventose:ombra più cupa che non le ombre di notte". (Conrad) Questo libro è un viaggio terribile, che ripercorre con cruda realtà tutto il male delle persecuzioni fatte da Hitler e dai suoi uomini. Quanto male hanno causato al popolo ebreo, uomini e donne ai quali veniva tolta la loro dignità, erano un numero e subivano ogni tipo di atrocità, crudeltà e perversione. Tutte le idee di un pazzo, Hitler, che inneggiava ad una razza perfetta, pura, che eliminava "una specie parassita", avevano reso cieco ed esaltato il popolo tedesco che a fine guerra deve aver provato una grande vergogna, disagio e turbamento, terribile deve esser stato scoprire ciò che avveniva nei campi di concentramento. "...una fila di donne nude, dalle carni bianche, come appare la pelle quando viene spogliata dei vestiti, d'inverno. Una nudità così non l'ho mai veduta. Una nudità che, nel suo rivelarsi ultimo, arreso, si fa lieve, trasparente e muta. Le teste sono incassate nelle spalle, i petti incurvati in avanti, le mani a coprire i sessi. Sono i dannati che si avviano, senza ribellarsi, verso l'estrema condanna, pur sapendo di essere innocenti. C'è un marchio che li inchioda al loro destino di martiri. Sono colpevoli di vivere, di essere se stessi. Anche se non hanno ascoltato il serpente, se non hanno morsicato la mela della tentazione, sono lì a subire l'umiliazione del rifiuto divino. Per sempre, dicono, quei corpi curvi, per sempre. Ma perchè?" Un racconto complesso che tratta temi forti, tristi e intolleranti, un pezzo della nostra storia che non va dimenticata, ci umilia ed avviliste, l'Olocausto costituisce un evento fondamentale per comprendere sia la civiltà occidentale che l'evoluzione degli stati nazionali, la moderna società burocratica e, naturalmente, la natura umana. L'Olocausto altro non fu che l'assassinio premeditato di milioni di civili innocenti. Un libro che porta a pensare ed a riflettere, bello e tristissimo allo stesso tempo. "Il futuro si apre davanti a lei come un fiore precoce che ha sentito il primo raggio di sole, ma potrebbe rimanere congelato sul ramo. Perché la primavera non è ancora arrivata e quel raggio di sole l'ha ingannata."

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17/12/2014 - Infilaindiana Edizioni
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Arcobaleno, recensito da Infilaindiana Edizioni su Bookville.it

“Su quella panchina, l’uomo dei sogni le prende la mano recitando una poesia di Baudelaire: – Vorrei mi dessi una valutazione, se ti piace un pochino mi dai una bacio sulla fronte… Se ti piace abbastanza, un bacio sulla guancia… Se ti piace moltissimo, mi sarò meritato un bacio sulla bocca.” Una storia d'amore contemporanea scandita da frasi brevi e dialoghi serrati. Una storia d'amore al tempo dei social network nella quale, però, il lato umano con tutte le sue contraddizioni prevale nettamente su quello virtuale. Sullo sfondo di una città bella come Genova vengono descritte dall'autrice emozioni forti che sfidano il tempo e la stessa forza della natura. Presentando ai nostri “lettori digitali” le pagine di Carmen D'Urso ci vengono in mente le parole dei Tiromancino cantate anche dal compianto Franco Califano: “Ma non scordai di certo un amore folle in un tempo piccolo”.

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12/12/2014 - tosfor
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Ciò che inferno non è, recensito da tosfor su Bookville.it

Veramente un bel libro. Racconta della vita di Padre Pino Puglisi e non solo. Assumono un ruolo fondamentale i personaggi che hanno accompagnato l'esperienza di Don Pino nel quartiere brancaccio di Palermo. Dell'autore traspare l'amore per la propria città e la ferma convinzione che per superare ogni difficoltà bisogna trovare costante rifugio nel proprio cuore e nell'amore che questo può dare. I variegati personaggi del libro, danno spunto a diverse riflessioni e spesso strappano forti emozioni a chi legge.

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10/12/2014 - michelepinto
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Lo specchio del tempo, recensito da michelepinto su Bookville.it

Silvia Devitofrancesco dimostra con questo suo primo romanzo, di conoscere in profondità i sentimenti dell'animo umano. Le due vite parallele di due donne che provano gli stessi sentimenti e le medesime paure, pur in epoche diverse, sono l'occasione per indagare a fondo emozioni e sentimenti che si dimostrano più forti del contesto dove chi li prova si trova a vivere. Un bel romanzo in grado di emozionare ed appassionare, oltre che di donare speranza. Peccato per la presenza di qualche ingenuità, tra l'altro perfettamente comprensibile in un'opera prima.

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08/12/2014 - francy
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Inferno, recensito da francy su Bookville.it

Dan Brown non delude mai...anche questo è un gran capolavoro, oserei dire meglio del codice da vinci. La storia è estremamente interessante ed appassionante, il ritmo incalzante e tutto raccontato con grande precisione e genialità. Insieme al racconto inoltre si possono gustare le meraviglie artistiche di Firenze e Venezia....giudizio favorevolissimo, lo consiglio!

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08/12/2014 - mussa
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Scrivimi ancora, recensito da mussa tramite Bookville Mobile

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06/12/2014 - Stea
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Il respiro del drago, recensito da Stea tramite Bookville Mobile

si fa leggere! ma non un thriller da tenere col fiato sospeso.

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05/12/2014 - psartiano
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In corpore sano, recensito da psartiano su Bookville.it

Come al solito letto in pochi giorni perchè molto divertente. Le avventure di Publio Aurelio Stazio, senatore e investigatore dell'antica Roma, riescono a coinvolgere facilmente il lettore. Questa volta Aurelio deve risolvere l'enigma di una giovane Giudea trovata morta a causa di un intervento di aborto errato. Chi è il medico o il mago che l'ha operata? Ci sono molti indizi da seguire e Aurelio li segue tutti. Uno lo porterà ad innamorarsi di una giovane dottoressa greca, tanto bella e brava quanto misteriosa.

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04/12/2014 - Matik2003
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La dama e l'unicorno, recensito da Matik2003 su Bookville.it

"Gli arazzi sono molto diversi dai dipinti", ho esordito. "Uno che non ci ha mai lavorato non può capirlo. Spesso un pittore pensa che basti semplicemente ingrandire e tessere le figura che ha dipinto, lasciandole così come sono. Ma guardare un arazzo non è come guardare un quadro. Il dipinto di solito è più piccolo, così lo sguardo riesce ad abbracciarlo tutto in una volta. Non ci si deve avvicinare troppo, basta rimanere a un paio di passi di distanza, come se ci si trovasse davanti a un prete o a un insegnante. All'arazzo, invece, ci si avvicina come a un amico. Se ne vede solo una parte per volta, e non necessariamente quella più importante. Ecco perché nessuna delle figure deve risaltare troppo, ma integrarsi in modo armonico in un insieme piacevole alla vista, ovunque vadano a posarsi gli occhi dell'osservatore." Anche questa volta Tracy Chevalier non mi ha deluso, è ufficiale, questi libri sono i miei preferiti, quelli dove c'è una buona ricostruzione storica, che mi riportano indietro nel tempo, pagina dopo pagina sono trascinata nella Parigi e nella Bruxelles del 1400. Come nella "Ragazza con l'orecchino di perla" dove partendo da un famosissimo quadro, la scrittrice ha intessuto una magnifica storia, qui ha fatto altrettanto partendo dalla "Dama con l'unicorno" facente parte del ciclo di cinque arazzi fiamminghi ha permeato una buona storia di fantasia. Il personaggio principale Nicolas des Innocents che viene assoldato dal ricco Jean Le Viste per creare dei magnifici arazzi, per decorare e arricchire il suo splendido salone delle feste, il pittore gran donnaiolo userà come soggetto la seduzione di un unicorno da parte di una dama. La storia si dipana tra Parigi e Bruxelles, dove c'è la bottega del tessitore Georges, della moglie Christine e della figlia cieca Alienor e racconta dell'amore impossibile da coronare tra lo stesso pittore e la figlia di Le Viste, Claude. Per me è un buon romanzo, la lettura è stata piacevole ed intrigante, ma l'ho trovata meno incisiva dello splendido libro della "Ragazza con l'orecchino di perla", non ho apprezzato il personaggio di Nicolas des Innocents, il grande seduttore, che vuol far sesso con qualsiasi donna che le capiti a tiro e che nessuna di loro sa resistergli, ne è venuto fuori un uomo troppo esagerato ed esibizionista, mentre ho amato la figura di Alionor una ragazza forte e battagliera che non si scoraggia neppur per la sua cecità.

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30/11/2014 - Alex79
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Il Bunker, recensito da Alex79 su Bookville.it

Ho scoperto per caso questo romanzo thriller visitando un blog di questo genere. Incuriosito dalla trama diversa dai soliti e dall’ambientazione reale italiana, l'ho letto subito. Devo ammettere che mi ha saputo coinvolgere e appassionare. La storia è incentrata su un vecchio bunker della prima guerra mondiale e su alcuni personaggi che gli ruotano intorno. Il Bunker è un simbolo. Il simbolo del passato che rimane imprigionato nelle sue pareti, ma che ritorna come il fantasma di un soldato. Un gruppo di amici trentenni, tra cui un giornalista, un medico, un tossico, un bibliotecario e suo fratello catatonico, che si ritrovano a fare i conti con un segreto e il ritrovamento di un mucchio d’ossa che spuntano dalla terra del sentiero vicino a questo bunker di montagna. Un luogo dove, nell'estate del 2000, i sei ragazzini e la loro amica Diana, una ragazza bella e fragile che vuole fuggire dalla realtà provinciale del paese, si ritrovano per passare delle serate meno noiose rispetto alla loro vita priva di novità. Ma la novità arriva. Ed è il Forestiero. Personaggio misterioso e affascinante, che sembra spuntare dal nulla ed essere implicato in loschi affari. Le ossa che vengono ritrovate ai giorni nostri sono proprio le sue. E gli unici che conoscono la verità su ciò che accadde in quella notte d’estate di dieci anni prima, sono proprio il giornalista Andrea e i suoi amici, legati da un patto mortale. In questa perfetta cornice di provincia, oscura e immersa nel silenzio delle montagne e del fiume Tagliamento, un nemico agisce nell’ombra per riportare a galla una verità su cui molti vorrebbero tacere. La scrittura è agile, veloce, incalzante e non si vede l’ora di sapere come va a finire. Una suspense perfetta che ti tiene incollato alle pagine. Il finale (senza svelarlo) è sorprendente e inaspettato. Ogni indizio è al suo posto e tutto torna come in un cerchio perfetto. Quando si finisce la lettura non si rimane delusi e si ritrova una spiegazione per ogni indizio seminato nel romanzo per sviare dalla soluzione. Un thriller incalzante che mi sento di consigliare.

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