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30/04/2015 - giusy
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Quando i funghi più belli....., recensito da giusy su Bookville.it

Anche le cose più belle a volte, nascondono le verità più terribili....

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30/04/2015 - giusy
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Il giardino di Dila e Dod, recensito da giusy su Bookville.it

Ma è davvero possibile raccontare la realtà in forma di fiaba? la realtà bisogna viverla di persona: sta a noi decidere se trasformarla o accettarla cois com'è

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30/04/2015 - giusy
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Lettere contro la guerra, recensito da giusy su Bookville.it

Spesso abbiamo la tendenza ad allontanarci da questioni sociali e situazioni che inquietano e causano ansia. A volte, ciò viene reso impossibile dalla semplice lettura di un libro come questo, che tende a sottolineare la crudeltà della guerra e quindi dell'uomo.

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30/04/2015 - Matik2003
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La bara d'argento, recensito da Matik2003 su Bookville.it

"Di peccatori in buona fede è pieno il mondo, ma i penitenti in buona fede sono rarissimi." "La bara d'argento" è un giallo ambientato nel medioevo, colui che indaga e che scopre il colpevole è frate Cadfiel, un frate un po' sopra le righe, un uomo che ha conosciuto la vita facendo il marinaio, ma che in età matura ha deciso di trovare la tranquillità tra le mura di un convento. "Cadfeal, egli non trovava niente di strano nel suo variegato curriculum: non s'era dimenticato niente e non si pentiva di nulla di ciò che aveva fatto. Non vedeva contraddizione tra le delizie che gli avevano dato la lotta e l'avventura, e il piacere altrettanto acuto che adesso gli dava la tranquillità. Condita con il sale di qualche affare in cui andare a ficcare il naso, perché il cibo gli piaceva piccante, come una nave tranquilla, che si godeva il riposo nel porto." Questo è il primo della serie di racconti dove il monaco Cadfeal è chiamato ad investigare: il priore Robert insieme ad alcuni suoi confratelli parte per il Galles per andare a recuperare le ossa di Santa Winifred, affinché siano condotte nel loro monastero, in un'adeguata teca per essere adorate e pregate. Nel villaggio dove c'è la tomba della Santa troveranno però non proprio un'ottima accoglienza, il signore più potente del posto, Rhisiart si oppone, condizionando l'intero villaggio. Colui che ostacola la missione dei frati, viene trovato ucciso in una piccola radura del bosco e Cadfeal inizia con astuzia, abilità ed accurata attenzione a raccogliere informazioni, indizi e moventi per capire chi nella piccola comunità dice la verità o la menzogna, al fine di scoprire chi ha commesso il misfatto. Un giallo semplice, che intrattiene il lettore senza colpire ed attrarre eccessivamente il suo interesse, io mi ci sono immersa perché mi piacciono le ambientazioni storiche, in questo caso quelle medievali, la scrittrice è stata brava a ritrasmettere la chiusura mentale e l'ingenuità nei rapporti con la religione (fede e miracoli) e il conseguente condizionamento sul popolo credulone e pauroso, in contrasto netto con il personaggio di Cadfeal, avanti rispetto a quei tempi, con una mente aperta e che non si lascia influenzare da niente. "Amico mio, non basta stare in un'abbazia per essere santo! E si può essere santo anche se non si sta in un'abbazia. Cenci, tonache o vesti sontuose, sotto siamo fatti tutti alla stessa maniera."

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30/04/2015 - psartiano
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Il Museo Nazionale di Reggio Calabria. I tesori della Magna Grecia, recensito da psartiano su Bookville.it

Pensare che avevo sempre evitato di comprarlo perchè in attesa della riapertura del Nuovo Museo di Reggio Calabria. Questa guida scritta nel 2007 era stata l'ultima pubblicata. Ha un prezzo contenuto e descrive in modo esaudiente l'intera collezione del museo prima dell'attuale restauro. Direi che è stata un'ottima scelta perchè la guida espone la storia di tutte le città magno greche della Calabria e per ognuna di esse i reperti importantissimi di cui il museo dispone, fino ad arrivare alla famosa sezione di archeologia subacquea con i bronzi di Riace e i bronzi di borticello. Che dire...ancora si trova qualche copia quindi ogni calabrese interessato alla propria storia e ogni appassionato di archeologia dovrebbero acquistarla.

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28/04/2015 - psartiano
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To spiti, o cipo, i singheni': Campi semantici a confronto nel Greco di Calabria, recensito da psartiano su Bookville.it

Questo libro frutto della tesi di laurea dell'autrice affronta il problema dell'influenza del greco di calabria sul dialetto romanzo dell'area grecanica e del reggino insieme. Partendo da un'analisi molto approfondita delle tematiche linguistiche, segue una breve storia dell'area grecanica e un'ampia sezione dedicata ai vocaboli grecanici raffrontati con il corrispettivo termine in dialetto. Gli ambiti analizzati sono quelli legati alla casa, all'orto e alla famiglia perchè proprio in questi settori si concentrano la maggior parte dei termini grecanici. L'ho trovato molto interessante anche se forse il prezzo è un po eccessivo.

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28/04/2015 - psartiano
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I PICCOLI ARCHEONAUTI ALLA SCOPERTA DEI BRONZI DI RIACE e delle altre statue del nuovo Museo Archeologico di Reggio Calabria, recensito da psartiano su Bookville.it

Bella iniziativa dell'autrice per avvicinare in modo consapevole i ragazzi al Museo. In questo caso si tratta del Museo di Reggio Calabria e delle magnifiche opere in esso conservate ma la guida è valida per qualsiasi museo. Insegna ai ragazzi a comportarsi in odo corrette quando ci si trova in un museo, a chiedersi il perchè di alcune cose e non subirle con atteggiamento indifferente. Conoscere il nostro passato è il tassello fondamentale per costruire il futuro. Consigliato

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25/04/2015 - sofia
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Storia della bambina perduta. L'amica geniale, recensito da sofia su Bookville.it

Concorrente Premio Strega 2015. E' il quarto volume della quadrilogia L'amica geniale di Elena Ferrante.Senza soffermarmi sulla ormai trita questione di chi si celi dietro a questo nome definito da molti "nom de plume"Storia di una bambina perduta ci rivela per la quarta volta la scrittura potente di un'autrice che ha fatto molta strada rispetto al suo I giorni dell'abbandono che ho letto incuriosita sullo stile di Elena Ferrante. Lei ha saputo cogliere il sottile gioco di un'amicizia come quella di Lenù, che si affranca dal sordido rione napoletano diventando una scrittrice di successo, e Lila , l'amica geniale che non si è mai mossa da quel rione, non ha studiato, ma rivela un'intelligenza aperta e caparbia. Il quarto volume parlerà ancora di questo rapporto conflittuale che molto mi ha affascinato nei primi tre volumi, ma è molto di più perchè narra anche fatti politici, narra la corruzione imperante non solo a Napoli, ma in tutta Italia e per questo può essere definito il più storico della quadrilogia. Personalmente io avrei preferito che parlasse di più delle due protagoniste, ma forse il fascino di questo ultimo e abbastanza lungo episodio è proprio il contesto storico. La grandezza di uno scrittore è quella di far risaltare tutti i personaggi della storia e in questo Elena Ferrante si dimostra geniale come Lila anche se penso che il suo alter ego sia Linù, la scrittrice con l'ansia di cambiare la sua vita e il mondo.Una lettura a volte non facile, ma sempre appagante come tutta la serie e che di cui consiglio la lettura!

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24/04/2015 - sofia
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Umiliati e offesi, recensito da sofia su Bookville.it

Definirei questo libro il primo capolavoro di Dostojewskij Umiliati e offesi è stato scritto pubblicandolo in puntate sulla rivista "Vremja" nel 1861 quando l'autore era appena rientrato dalla sua prigionia in Siberia. Ipersonaggio narrante è Vanja alter ego dell'autore che , come lui, ha conosciuto la povertà di uno scrittore sconosciuto costretto a scrivere per pochi soldi articoli è racconti e romanzi. Definito da molti " un romanzo d'appendice" è in realtà molto di più perchè contiene già il tema caro a Dostojewskij che è quello del male impersonato dal perfido principe Valkovskij e il bene impersonato dallo scrittore Vanja . Umiliati e offesi sono praticamente tutti i personaggi che si troveranno a incontrare questo essere perverso in particolare la famiglia di Nikolàj Ichmenev e la figlia Natascia che ha il torto di innamorarsi del fatuo e vanesio figlio del principe Aljoscia e di andare a convivere con lui. Umiliata e offesa sarà la piccola Nelly che Vanja incontrerà per caso. Tutti i personaggi sono descritti con potenza come sa fare solo un grande scrittore e che questa sia la sua prima opera dà il tono di quanto grande diventerà con i successivi romanzi. Leggerlob è stato un godimento perchè solo un grande sa suscitare così tante emozioni pur narrando una trama semplice e apparentemente inconsistente. Per chi vuole avvicinarsi a Dostojewskij io consiglierei di partire proprio da questo gioiellino.

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24/04/2015 - sofia
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Una vita intera, recensito da sofia su Bookville.it

Una vita intera di Seethaler Robert è un breve romanzo che racchiude una sua morale e una sua poesia. Andreas Egger è il protagonista e il libro racconta la sua vita prima da orfano accettato solo perchè al collo portava un sacchetto pieno di soldi dallo zio Hubert Kranzstocker. Battuto anche senza ragione proprio per le botte diventerà zoppo, ma nella vita supplirà a questo handicap lavorando duramente.Scartato come soldato quando scoppia la guerra verrà richiamato nonostante il suo difetto fisico quando per l'esercito tedesco il conflitto si metterà male. Tornato tornerà a lavorare nell'impresa che costruisce le funivie facendo il lavoro più pericoloso di mettere le mine sulla montagna. La sua è una vita affrontata a testa bassa senza chiedersi il perchè è una figura stoica e quasi tragica, ma forte come le montagne dove vive. Lo stile è asciutto senza fronzoli, ma l'autore fa risaltare la figura di Egger che trascorre la sua vita passando incolume fra la cattiveria degli uomini e la crudeltà della natura che gli porterà via tutto quello che lui aveva imparato ad amare. Sicuramente un libro che insegna molto e che deve essere letto!

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