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29/07/2015 - Monica Boldoni
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Sašenka, recensito da Monica Boldoni su Bookville.it

Il romanzo è diviso in 3 parti. Comincia nel 1916 con l'arresto di Sašenka, una ragazza di 16 anni, figlia di un ricco ebreo e di una donna devota a Rasputin e nipote di un bolscevico che la inserisce nella lotta rivoluzionaria. La storia di Sašenka vede la caduta dello zar e l'ascesa del comunismo in Russia; tratta di politica, di amore e di terrore. All'inizio ho un po' faticato ad entrare nella storia politica russa, ma poi ero talmente curiosa di sapere come si sviluppava il racconto da non riuscire a chiudere il libro.

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28/07/2015 - Monica Boldoni
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La passione di Artemisia, recensito da Monica Boldoni su Bookville.it

Il romanzo comincia con il Processo nel tribunale dell'Inquisizione al quale Orazio Gentileschi, padre di Artemisia, denuncia l'amico, Agostino Tassi, per lo stupro di sua figlia. Partendo dai fatti storici che sono stati realmente parte della vita dell'artista Artemisia Gentileschi, l'autrice racconta i sentimenti che hanno accompagnato la protagonista durante tutta la sua vita: la violenza subita, l'umiliazione del processo nel quale sembrava l'imputata e non la vittima, il tradimento del padre e poi quello del marito, l'incomprensione della figlia, fino al perdono del padre. Il romanzo dipinge la figura di una donna che riesce ad imporsi in un mondo di uomini, una donna che fu figlia, moglie e madre, ma prima di tutto un'artista. Il romanzo non è mai noioso, in certi punti mi ha anche commosso parecchio e sicuramente mi ha portata a riflettere.

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27/07/2015 - Monica Boldoni
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La tregua, recensito da Monica Boldoni su Bookville.it

27 gennaio 1945: la prima pattuglia russa arriva ad Auschwitz, dove i tedeschi avevano abbandonato i prigionieri malati. Nei giorni successivi, a poco a poco, i prigionieri vengono trasferiti nel Lager centrale e i russi fanno arrivare del cibo a chi ancora occupa l'infermeria del Lager di Buna-Monowitz. Quando, finalmente, anche l'autore comincia il suo cammino verso la libertà, sfilano sotto i suoi occhi, per l'ultima volta, tutti i luoghi della sua sofferenza, comprese quelle tre parole che ancora oggi sono il simbolo di quell'orrore: "Arbeit Macht Frei" (il lavoro rende liberi). Dopo essere guarito dalla scarlattina l'autore si incammina per tornare a casa, finalmente libero, insieme ad un greco. Questo libro racconta delle difficoltà del ritorno a casa per i deportati nei Lager, difficoltà che non sono state state solo materiali, ma anche difficoltà psicologiche per un ritorno alla cosiddetta normalità.

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26/07/2015 - Monica Boldoni
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Maledetta Primavera, recensito da Monica Boldoni su Bookville.it

La storia comincia il 30 giugno 2009 e si svolge in un paesino del milanese, Settimo Naviglio. Un paese come tanti, tranquillo e noioso tranne per la discoteca che anima la vita notturna. Fabrizio Montagnèr, ex P.R. di 34 anni, si perde nella bellezza e nella sfacciataggine di Carlotta Magonio, 22 anni. A lato della storia d'amore dei due protagonisti, si svolge un giallo che resta insoluto fino alla fine del romanzo e si racconta un fatto di sangue che ne ricorda uno realmente accaduto. Il linguaggio è molto moderno e utilizza frasi brevi. La storia è uno spaccato di realtà che dipinge varie sfaccettature del carattere umano, dall'uomo che si sente fallito ma ha ancora il coraggio di sognare, alla ragazza che sa di essere bella e vorrebbe che si facesse l'impossibile per conquistarla; dal famoso bomber che non accetta di essere respinto, alla figlia d'arte che non si fa scrupolo a rovinare un'amicizia per semplice crudeltà. Un libro sicuramente non impegnativo e che si legge d'un fiato.

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25/07/2015 - Giada Politano
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Il conte di Montecristo, recensito da Giada Politano su Bookville.it

Marsiglia, 1815 : Re Luigi XVIII ha ripreso il suo trono e spedito l'usurpatore Napoleone in esilio sull'isola d'Elba, ma lo spettro di un possibile ritorno dell'imperatore continua a gravare sui monarchici, che vedono complotti ormai ovunque. Il marinaio Edmond Dantès è nel pieno della sua giovinezza e sta per coronare il suo sogno di sposare la bella catalana Mercedes e di ottenere il posto di comandante a bordo della nave Pharaon. Qualcuno, però, mosso dall'invidia, rema contro di lui e macchina un piano crudele. Dantès, infatti, accusato ingiustamente di favorire il ritorno dell'usurpatore, viene rinchiuso nel castello d'If per ben 14 anni, e soltanto il suo ingegno e la sua voglia di riscatto riusciranno a renderlo di nuovo un uomo libero. Durante questa lunga prigionia ha inizio una metamorfosi, dalla quale nascerà il personaggio del conte di Montecristo: un uomo che tutto può e che risponde solo al volere di Dio; signore di una misteriosa isola nel Mediterraneo, che sembra uscita da "Le mille e una notte", abitata da servi muti e da una bellissima donna, dove tutto luccica come oro e diamanti. Da questo momento in poi, ogni oscura vicenda che interesserà i principali personaggi del romanzo, sarà macchiata da quest'uomo misterioso: il destino degli uomini che lo circondano sembra non essere più nelle mani della divina provvidenza, ma dipendere esclusivamente dal volere del Conte. Il capolavoro di Dumas ci disegna un uomo enigmatico, il cui carattere scalfito da anni di sofferenze e la cui sete di vendetta, rischia di oscurare il nobile animo del giovane e umile marinaio, che risiede ancora nel cuore del Conte. Sarà pure vero che, come dicono i critici, Dumas rischia spesse volte di sembrare ripetitivo, ma riesce a farlo senza annoiare il lettore, anzi con un'eccezionale capacità di catapultarlo in un periodo ormai lontano, come se fosse soltanto ieri. È bello perdersi per un po' in quelle viuzze di Marsiglia, o su un'isola misteriosa, o ancora per gli eleganti Boulevards di Parigi, andare all'opera e incontrare i più illustri personaggi. È praticamente impossibile non partecipare alle emozioni che scuotono gli animi di ogni singolo personaggio, non condividerne le pene e le gioie. Il "Conte di Montecristo" vince, a mio parere su ogni forma di critica che gli si possa muovere, presentandosi come un romanzo scorrevole, pieno di entusiasmanti particolari e coinvolgente fino all'ultima riga.

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23/07/2015 - sofia
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Quando cadono gli angeli, recensito da sofia su Bookville.it

Premetto una cosa: Quando cadono gli angeli non ha nulla a che vedere come stile a La ragazza dell'orecchino di perla per me capolavoro assoluto di Tracy Chevalier. Anche Strane creature è stato veramente appassionante.Quando cadono gli angeli ci porta nell'Inghileterra dei primi novecento.Inizia nel Gennaio 1901 con la morte della Regina Vittoria. All'epoca quando moriva un re i suoi sudditi portavano il lutto così le due famiglie protagoniste della storia i Watherhouse e i Coleman. Si incontrano al cimitero che sarà l'ambientazione preferita dalle due bambine di cinque anni Lavinia Watherhouse e Maud Coleman che proprio dopo questo incontro diventeranno amiche e conosceranno Simon, il ragazzo del cimitero.Nonostante il forte legame tra le due bimbe, le loro rispettive famiglie non provano la medesima simpatia tra essi: troppo diversi tra loro. Per cui si limitano a qualche parola o gesto di circostanza, ma non ostacolano affatto il rapporto tra Maude e Lavinia. Ben diverse le madri Kitty Coleman si avvicinerà alle sufraggette mentre Gertrude Waterhouse è la normale madre di famiglia tradizionale dell'epoca. Un angelo incombe fra le due famiglie , l'angelo sproporzionato che si trova sulla tomba dei Watherhouse criticato dal padre di Maude Richard Coleman. Ogni personaggio narra la sua storia i veri protagonisti sono le donne, le due bambine e il cimitero che diventa un punto fisso nella narrazione.La storia avvince anche se a tratti si fa piuttosto prolissa, ci sono colpi di scena che la ravvivano ma nel complesso non decolla come in altri libri della Chevalier. "Devo essermi addormentata perchè quando mi sono svegliata era buio e di stelle ce ne erano tantissime. Poi ho visto un angelo che cadeva, e poi un altro! Li ho indicati a Maude, anche se naturalmente quando lei si è girata non c’erano più. Maude ha detto che si chiamano stelle cadenti ma che in realtà sono pezzi di qualche vecchia cometa che si incendiano, e per la precisione si chiamano meteoriti. Ma io so cosa sono in realtà e cioè degli angeli che inciampano mentre viaggiano per portarci i messaggi di Dio. Le loro ali lasciano delle strisce nel cielo finchè non riescono a riprendere l’equilibrio."L'autrice fa di questo libro un affresco dell'epoca ed è arrivata addirittura a farsi assumere come guida in un cimitero per rendere più realistica la sua narrazione. Consiglio!

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23/07/2015 - sofia
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Quando cadono gli angeli, recensito da sofia su Bookville.it

Premetto una cosa: Quando cadono gli angeli non ha neanche a che vedere come stile a La ragazza dell'orecchino di perla per me capolavoro assoluto di Tracy Chevalier. Anche Strane creature è stato veramente appassionante.Quando cadono gli angeli ci porta nell'Inghileterra dei primi novecento.Inizia nel Gennaio 1901 con la morte della Regina Vittoria. All'epoca quando moriva un re i suoi sudditi portavano il lutto così le due famiglie protagoniste della storia i Watherhouse e i Coleman. Si incontrano al cimitero che sarà l'ambientazione preferita dalle due bambine di cinque anni Lavinia Watherhouse e Maud Coleman che proprio dopo questo incontro diventeranno amiche e conosceranno Simon, il ragazzo del cimitero.Nonostante il forte legame tra le due bimbe, le loro rispettive famiglie non provano la medesima simpatia tra essi: troppo diversi tra loro. Per cui si limitano a qualche parola o gesto di circostanza, ma non ostacolano affatto il rapporto tra Maude e Lavinia. Ben diverse le madri Kitty Coleman si avvicinerà alle suffraggette mentre Gertrude Waterhouse è la normale madre di famiglia tradizionale dell'epoca. Un angelo incombe fra le due famiglie , l'angelo sproporzionato che si trova sulla tomba dei Watherhouse criticato dal padre di Maude Richard Coleman. Ogni personaggio narra la sua storia i veri protagonisti sono le donne, le due bambine e il cimitero che diventa un punto fisso nella narrazione.La storia avvince anche se a tratti si fa piuttosto prolissa, ci sono colpi di scena che la ravvivano ma nel complesso non decolla come in altri libri della Chevalier. "Devo essermi addormentata perchè quando mi sono svegliata era buio e di stelle ce ne erano tantissime. Poi ho visto un angelo che cadeva, e poi un altro! Li ho indicati a Maude, anche se naturalmente quando lei si è girata non c’erano più. Maude ha detto che si chiamano stelle cadenti ma che in realtà sono pezzi di qualche vecchia cometa che si incendiano, e per la precisione si chiamano meteoriti. Ma io so cosa sono in realtà e cioè degli angeli che inciampano mentre viaggiano per portarci i messaggi di Dio. Le loro ali lasciano delle strisce nel cielo finchè non riescono a riprendere l’equilibrio."L'autrice fa di questo libro un affresco dell'epoca ed è arrivata addirittura a farsi assumere come guida in un cimitero per rendere più realistica la sua narrazione. Consiglio!

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23/07/2015 - sofia
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Quando cadono gli angeli, recensito da sofia su Bookville.it

Premetto una cosa: Quando cadono gli angeli non ha neanche a che vedere come stile a La ragazza dell'orecchino di perla per me capolavoro assoluto di Tracy Chevalier. Anche Strane creature è stato veramente appassionante.Quando cadono gli angeli ci porta nell'Inghileterra dei primi novecento.Inizia nel Gennaio 1901 con la morte della Regina Vittoria. All'epoca quando moriva un re i suoi sudditi portavano il lutto così le due famiglie protagoniste della storia i Watherhouse e i Coleman. Si incontrano al cimitero che sarà l'ambientazione preferita dalle due bambine di cinque anni Lavinia Watherhouse e Maud Coleman che proprio dopo questo incontro diventeranno amiche e conosceranno Simon, il ragazzo del cimitero.Nonostante il forte legame tra le due bimbe, le loro rispettive famiglie non provano la medesima simpatia tra essi: troppo diversi tra loro. Per cui si limitano a qualche parola o gesto di circostanza, ma non ostacolano affatto il rapporto tra Maude e Lavinia. Ben diverse le madri Kitty Coleman si avvicinerà alle suffraggette mentre Gertrude Waterhouse è la normale madre di famiglia tradizionale dell'epoca. Un angelo incombe fra le due famiglie , l'angelo sproporzionato che si trova sulla tomba dei Watherhouse criticato dal padre di Maude Richard Coleman. Ogni personaggio narra la sua storia i veri protagonisti sono le donne, le due bambine e il cimitero che diventa un punto fisso nella narrazione.La storia avvince anche se a tratti si fa piuttosto prolissa, ci sono colpi di scena che la ravvivano ma nel complesso non decolla come in altri libri della Chevalier. "Devo essermi addormentata perchè quando mi sono svegliata era buio e di stelle ce ne erano tantissime. Poi ho visto un angelo che cadeva, e poi un altro! Li ho indicati a Maude, anche se naturalmente quando lei si è girata non c’erano più. Maude ha detto che si chiamano stelle cadenti ma che in realtà sono pezzi di qualche vecchia cometa che si incendiano, e per la precisione si chiamano meteoriti. Ma io so cosa sono in realtà e cioè degli angeli che inciampano mentre viaggiano per portarci i messaggi di Dio. Le loro ali lasciano delle strisce nel cielo finchè non riescono a riprendere l’equilibrio."L'autrice fa di questo libro un affresco dell'epoca ed è arrivata addirittura a farsi assumere come guida in un cimitero per rendere più realistica la sua narrazione. Consiglio!

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23/07/2015 - sofia
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... e venne chiamata due cuori, recensito da sofia su Bookville.it

Questo è un libro che si presta a due interpretazioni: stupendo se l'esperienza è reale come ci è dato credere leggendolo e surreale se come in parecchie critiche viene definito inventato di sana pianta tanto da creare problemi con gl aborigeni australiani. E' la storia di un'esperienza dell'autrice , convinta di essere stata invitata ad una cerimonia da una tribù di aborigeni e che si trova ad affrontare un viaggio con loro nutrendosi di quello che trovano e vestita di semplici pelli.Il viaggio con la Vera Gente diventa una presa di coscienza di sè in piena armonia con la natura.Questo in fondo è il lato positivo del libro: la presa di coscienza che la società odierna, a differenza del popolo antico dell'Australia, non ha come obiettivo di vivere in armonia con la natura e gli animali, ma solo di cogliere dalla terra quello che serve senza preoccuparsi delle conseguenze. Il libro si legge bene , lo stile è scorrevole e spero vivamente che sia l'esperienza vera dell'autrice. Consiglio la lettura.

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23/07/2015 - sofia
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Un giorno, recensito da sofia su Bookville.it

Sull'onda del film che mi è molto piaciuto e dopo aver letto NOi di David Nicholls ho affrontato Un giorno . Originale la trama di un'amicizia che ci mette un bel pò per diventare amore Emma e Dexter hanno già vissuto una relazione che è durata solo un giorno.Emma sarà però sempre innamorata mentre Dexter il belloccio di turno e farfallone per giunta. Il libro nonostante molte recensioni superlative non acchiappa come il film. Troppe lungaggini, la trama a volte si arena sulle lettere che i due si scambiano mantenendosi amici. Finale che come nel film è scioccante. In definitiva ho preferito Noi almeno c'è un sottile gioco psicologico e un rapporto sofferto padre-figlio. Consigliato? Anche no!

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