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01/09/2015 - Matik2003
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L'amica geniale, recensito da Matik2003 su Bookville.it

"Non la conoscevo bene,non ci eravamo mai rivolte la parola pur essendo continuamente in gara tra noi,in classe e fuori.Ma sentivo confusamente che se fossi scappata insieme alle altre avrei lasciato a lei qualcosa di mio che non mi avrebbe restituito più." L'amica geniale è un libro bellissimo, scritto egregiamente: scorrevole, appassionante e genarazionale. Queste sono le storie che piacciono a me, perché vere e profonde, che cercano di capire l'animo umano in ogni sua sfumatura. Il libro racconta l'amicizia tra Lenù e Lila, due bambine che vivono in una Napoli dei primi anni '50, in un ambiente povero, dove non è chiaro quanto importante sia il sapere e la cultura per avere una vita migliore, uno spaccato sulle famiglie del rione, le loro rivalità, i loro segreti, i loro amori, i loro conflitti e le loro conquiste. Le due bambine sognano di diventare ricche e di cambiare il corso della loro vita rispetto a chi hanno vicino: i genitori, i fratelli, i loro amici, ma ben presto si rendono conto che non è così semplice, i loro sogni ben presto si infrangono nella dura realtà del rione. "Tu perdi ancora tempo con queste cose, Lenù? Noi stiamo volando sopra una palla di fuoco. La parte che s'è raffreddata galleggia sulla lava. Su questa parte costruiamo i palazzi, i ponti e le strade. Ogni tanto la lava esce dal Vesuvio oppure fa venire un terremoto che distrugge tutto. Ci sono microbi dovunque che ti fanno ammalare e morire. ci sono guerre. C'è una miseria in giro che ci rende tutti cattivi. Ogni secondo può succedere qualcosa che ti fa soffrire in un modo che non hai mai abbastanza lacrime. E tu che fai? Un corso teologico in cui ti sforzi di capire che cos'è lo Spirito Santo? Lascia stare, è stato il Diavolo a inventarsi il mondo, non il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo." Il bello del libro è il continuo amore-odio che lega il rapporto tra le figure delle due amiche. Lila è la più forte, di cui tutti fin da piccoli hanno paura e timore, quella che non si riesce mai fino in fondo a capire come la pensa, enigmatica, diretta nelle sue opinioni, intelligente e molto acuta, ma il padre le impedisce di studiare dopo la licenza di quinta elementare, per un po' lei continua a da autodidatta e legge moltissimi libri, poi si arrende al troppo sapere della sua amica, ha un rapporto particolare con il fratello Rino che vuole proteggere e salvare dai pericoli che lui stesso causa, uno scricciolo da piccoletta, da adolescente si trasforma e diventa bellissima, fa innamorare tutti i ragazzi del rione e per sfuggire a quel mondo di povertà si sposa a sedici anni con Stefano il salumiere ricco che tratta tutti con gentilezza e la ama con semplicità disarmante. Lenù è la ragazza educata, che riesce sempre a farsi voler bene, che studia con diligenza, fino al liceo, ha un rapporto conflittuale con la madre della quale si vergogna per il suo occhio strabico e la sua gamba difettosa, ama Nino che "ha qualcosa che lo mangia dentro, come Lila, ed è un dono e una sofferenza, non sono contenti, non si abbandonano, temono ciò che gli succede intorno...non hanno bisogno di niente e di nessuno e sanno sempre ciò che va e ciò che non va", è quella che dipende dall'altra, ben presto le loro vite, a causa della scuola prenderanno strade diverse, si vede bruttina con l'acne e gli occhiali, è scialba e piatta, però si rende conto che ha poco in comune con i ragazzi del rione, lei ha bisogno di parlare, di discutere e di capire quello che il mondo le può offrire, non vuole assolutamente vivacchiare. "Mi piaceva scoprire nessi di quel tipo, specie se riguardavano Lila. Tracciavo linee tra momenti e fatti distanti tra loro, stabilivo convergenze e divergenze...Era come se una cattiva magia, la gioia o il dolore dell'una presupponessero il dolore o la gioi dell'altra." E' un libro bellissimo perché analizza passo passo la crescita di Lila e Lenù da bambine in adolescenti, ben presto le due capiscono che secondo quello che accade nella vita: amore, rivalità, povertà, disagio, invidia, gelosia, soldi ecc.il nostro animo cambia fino a rischiare di diventare brutto di una bruttura da far paura e dalla quale non si può più tornare ad esser quelli di prima: semplici, ingenui e candidi. "Lei, insomma, stava sola in cucina a fare i piatti ed era stanca, proprio senza forze, quando a un certo punto c'era stato uno scoppio. S'era girata di scatto e s'era accorta che era esplosa la pentola grande di rame. Così, da sola. Era appesa al chiodo dove normalmente si trovava, ma al centro aveva un grande squarcio e i bordi erano sollevati e ritorti e la pentola stessa s'era tutta sformata, come se non riuscisse più a conservare la sua apparenza di pentola...Ma una pentola di rame, anche se cade, non si spacca e non si deforma a quel modo. -E' questo tipo di cose- concludeva Lila, -che mi spaventa. Più di Marcello, più di chiunque. E sento che devo trovare una soluzione, se no, una cosa dietro l'altra, si rompe tutto, tutto, tutto." Lo consiglio vivamente e non vedo l'ora di leggere il seguito della storia....

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30/08/2015 - simona72
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L'albergo delle donne tristi, recensito da simona72 su Bookville.it

Un viaggio interiore nella vulnerabilità e le paure dell'essere umano.. un gruppo di donne ferite e fragili che si allontanano dalla routine quotidiana per tornare in contatto con se stesse, conoscersi meglio e fortificarsi attraverso il confronto con altre donne per prepararsi a vivere una vita più piena

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30/08/2015 - danielajap
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L'apprendista di Venezia, recensito da danielajap su Bookville.it

Nonostante ne abbia le pretese non è un romanzo storico perchè non c'è accuratezza nella ricostruzione del periodo in cui si svolge la storia. Un'idea che poteva essere interessante, ma risulta solo una carrellata di banalità. Traduzione orrenda, i personaggi non fanno che dire "ostrega", tanto per citare una perla...

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25/08/2015 - sofia
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L'insostenibile leggerezza dell'essere, recensito da sofia su Bookville.it

"Una domanda per la quale non esiste risposta è una barriera oltre la quale non è possibile andare. In altri termini: sono proprio le domande per le quali non esiste risposta che segnano i limiti delle possibilità umane e tracciano i confini dell'esistenza umana" L'insostenibile leggerezza dell'essere di MIlan Kundera.Scrittore ceco. Ha esordito come poeta (L’uomo è un grande giardino, 1953; Monologhi, 1957) ottenendo poi un vasto successo con le serie di novelle Amori ridicoli (1963, 1964). Ha debuttato come drammaturgo nel 1962 con I proprietari delle chiavi, ambientato nel periodo dell’occupazione fascista. Il suo primo romanzo, Lo scherzo (1967), è una satira violenta e dolorosa della realtà cecoslovacca negli anni del culto della personalità. A causa delle sue posizioni, i successivi romanzi di Kundera – La vita è altrove (1973), Il valzer degli addii (1975), Il libro del riso e dell’oblio (1978) – sono stati vietati in patria e pubblicati all’estero. Storia, autobiografia e intrecci sentimentali si fondono ne L’insostenibile leggerezza dell’essere (1984). Del 1987 anche il saggio L’arte del romanzo e L’immortalità . Negli anni Novanta ha iniziato a scrivere in francese: a quest’ultima fase appartengono le opere La lentezza (La lenteur, 1995), L’identità (L’identité, 1997), L’ignoranza (L’ignorance, 2001) e i saggi I testamenti traditi (Les testaments trahis, 1992) e Il sipario (Le rideau, 2005). Nel 2009 per Adelphi (il suo editore italiano di riferimento) è uscito il complesso Un incontro, sulla fisionomia del romanziere e la sua occulta, vitale, dolorosa fisiologia. Del 2013 La festa dell'insignificanza, che può essere considerato una sintesi di tutta la sua opera. Una strana sintesi. Uno strano epilogo. Uno strano riso, ispirato dalla nostra epoca che è comica perché ha perduto ogni senso dell'umorismo. Milan Kundera è stato tra i favoriti all'assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura. A cura di Wuz.it L'insostenibile leggerezza dell'essere è stato scritto nel 1982 ha come location Praga nel periodo attorno al 1968 descrive l'esistenza degli intellettuali cecoslovacchi dalla Primavera di Praga alla successiva invasione dei russi.Quattro i personagggi Tomas, Tereza , l'amante di Tomas Sabina che a sua volta ha come amante Franz. Un quartetto che mi ha richiamato alla mente le affinità elettive di Goethe.Tutti i personaggi operano delle scelte a volte opinabili e che l'autore cerca di spiegare con le sue teorie filosofiche.Apprentemente storie leggere che però si dimostrano con il passare del tempo un peso insostenibile per i protagonisti Frequenti i riferimenti a Nietzke e la sua teoria dell'eterno ritorno. Difficile dare una recensione obiettiva la lettura nella prima parte risulta a volte noiosa meglio nella seconda parte. Adatta a chi conosce teorie filosofiche non solo di Milan Kundera e non è il mio caso. Per chi ama libri con significati e teorie filosofiche.

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25/08/2015 - psartiano
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Antiche terre ioniche. Luoghi storici, arte, cultura, natura della Calabria ionica meridionale da San Niceto a Bova, recensito da psartiano su Bookville.it

un ottimo libro per chi vuole conoscere l'area grecanica di Reggio, la sua storia, la sua culture e le sue tradizioni. Consigliato.

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25/08/2015 - Matik2003
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Chimaira, recensito da Matik2003 su Bookville.it

"Quando i pochi che possono parlare vogliono essi stessi dimenticare, dopo un po' tutto torna normale. E' come se non fosse successo nulla." In molti mi hanno consigliato di leggere Valerio Massimo Manfredi perché i suoi libri sono appassionanti e la scrittura fluente, sono andata come mio solito in biblioteca ed ho scelto questo testo per farmi una mia opinione personale. Devo dire che per me è stata una delusione, in molti tratti il racconto mi ha richiamato alla memoria il libro del grande Arthur Conan Doyle Il cane dei Baskerville (un classico della letteratura inglese, brillante e accattivante, il primo della serie del grande investigatore Sherlock Holmes), mi è sembrato come una brutta copia dell'originale, in entrambi è presente un animale terribile che terrorizza e uccide ed un mistero da risolvere, la differenza è che in Chimaira scopriamo anche un'antica storia etrusca da ricomporre grazie al ritrovamento in una tomba di frammenti bronzei che l'archeologo Fabrizio Castellani con arguzia e bravura riporterà alla luce e la collegherà ai fatti orribili che accadono nella Volterra di oggi. Per i miei gusti la storia è troppo irrazionale e fantastica, ho sperato fino all'ultima pagina che il finale avesse un senso logico e reale, ma purtroppo non è stato così quindi la lettura mi ha lasciata delusa e insoddisfatta. "Anche la morte uccide. Ma non può essere uccisa. Tu non hai idea di che cos'è. Noi l'abbiamo avuto di fronte per alcuni interminabili secondi a una distanza di due metri. Io non ho mai visto niente del genere in tutta la mia vita e sono certo che non esiste al mondo alcun animale di quella specie. E' un mostro, ti dico...una chimera."

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25/08/2015 - sofia
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La congiura di Cortes, recensito da sofia su Bookville.it

Ultimo libro della trilogia dedicata a Catilina Solis. La conquista di Cortes di Matilde Asensi direi che è il più interessante dei tre. I personaggi sono dipinti all'estremo . L'avventura coinvolge i tesori dei Maja con quel che di mistero e di orrore che avvingono i maestosi templi di questa cultura scomparsa. La vendetta non è ancora compiuta e l'appassionata protagonista Catilina si alterna al suo alter ego Martin. Alla fine anche gli ultimi nemici verranno sconfitti come ci si aspetta da una storia di pirati e di avventure fantastiche. Piacevole lettura adatta anche agli adulti.

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25/08/2015 - sofia
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La vendetta di Siviglia, recensito da sofia su Bookville.it

Sequel de Terra ferma di Matilde Asensi La vendetta di Siviglia non è interessante come la prima parte che spiega l'alternarsi del travestimento da Martin a Catilina e la sua permanenza in Terra ferma come figlio adottivo di Esteban Nevares prigioniero nelle carceri reali di Siviglia,dietro il suo arresto c'è un nemico molto potente: la famiglia dei Curvo, commercianti senza scrupoli che si sono arricchiti con l'argento delle Americhe.Martin-Catilina giura di vendicare la morte atroce del padre e tutto il libro sarà la storia di questa vendetta. Lo stile è ancor più semplice del primo libro Terra ferma quindi la lettura per chi è abituato ad altri stili più impegnati risulta poco appagante.I riferimenti storici sono abbastanza accurati e gli episodi al limite del possibile mitigano una storia dove la vendetta ne è il filo conduttore.Comunque ne consiglio la lettura.

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25/08/2015 - sofia
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Terra ferma, recensito da sofia su Bookville.it

Terra ferma di Matilde Asensi è il primo volume di una trilogia dedicata ai ragazzi. La protagonista è Catilina Solis quindici anni, sposata per procura si imbarca per le Americhe su una nave della flotta Los Galeones. La nave viene assalita dai pirati il fratello Martin muore e lei travestitasi con gli abiti del fratello si salva e si trova in un'isola deserta nel Mar delle Antille. Tutta la trilogia sarà imperniata su questo personaggio a volte Martin e a volte Catalina.Romanzi picaresti scritti in modo semplice con linguaggio adatto ai più giovani. Ironia e ngenuità nello stile rendono però la lettura distensiva e piacevole non impegnativa. Consiglio.

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24/08/2015 - sofia
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Oltre il velo. Nel cuore del Pakistan, recensito da sofia su Bookville.it

« "Che tutti siano uno" Gv 17,21 per queste parole siamo nati, per l’unità, per contribuire a realizzarla nel mondo » (Chiara Lubich)Silvia Lubich detta Chiara (Trento, 22 gennaio 1920 – Rocca di Papa, 14 marzo 2008) cattolica italiana, è stata la fondatrice e prima presidente del Movimento dei Focolari. Esso ha come obiettivo l'unità fra i popoli, la fraternità universale.Il 7 dicembre 1943, si consacrò con voti privati a Dio, scegliendolo come il "Tutto" della sua vita. È l'atto di nascita dell'Opera di Maria, movimento ecclesiale meglio conosciuto come dei Focolari. Durante la seconda guerra mondiale la sua casa fu distrutta dal violentissimo bombardamento che colpì duramente Trento il 13 maggio 1944. I suoi familiari sfollarono in montagna; in un primo momento Chiara li seguì, ma poi decise di tornare in città per seguire quella che sentiva come la sua vocazione: l'incontro con una donna che aveva appena perso quattro figli a causa della guerra la portò a desiderare di condividere il dolore dell'umanità[1]. Decise che vivere l'insegnamento puro e primigenio del Vangelo (accompagnandosi, ad esempio, ai poveri della sua città e in questo seguendo l'esempio di Cristo) sarebbe stata la più potente rivoluzione sociale attuabile. Chiara presto coinvolse un gruppo di amiche, che divenne il primo nucleo del movimento. Cominciarono a vivere insieme e si dedicarono completamente ai poveri della città.Da https://it.wikipedia.org/wiki/Chiara_Lubich Bisogna conoscere questo movimento per capire il libro Oltre il velo di Daniela Brignone.I "focplari" sparsi per tutto il mondo hanno appunto lo scopo di diffondere il concetto di Chiara Lubich. Per molti anni ne ho fatto parte anch'io sforzandomi d vivere La parola di Vita che ogni mese ci mandava Chiara. Nel libro Oltre il velo la protagonista narra la sua esperienza ventennale in Pakistan lei, come molti focolarini, ha abbracciato l'ideale utopico del movimento vivendo a stretto contatto con la popolazione. Un libro che mi ha fatto rinascere indimenticabili esperienze di incontri congressi Mariapoli con la nostalgia di tempi pien di fervore ed entusiasmo. Da leggere!

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