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27/06/2016 - Matik2003
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La custode del miele e delle api., recensito da Matik2003 su Bookville.it

"Nella vita accadono tante cose. Avvenimenti terribili, che poi all'improvviso cambiano. Non sempre le conseguenze sono negative. Spesso si trasformano in opportunità, in nuove occasioni. Il segreto è saperle riconoscere." La lettura è bella perché ti fa viaggiare, conoscere e spesso ti fa sognare.... E' il caso di questo libro, dove Cristina Caboni ci porta in Sardegna, una splendida isola con la sua storia millenaria, con un grande patrimonio culturale e le sue innumerevoli tradizioni, scopriamo l'arte dell'apicoltura, le tecniche, l'amore per le api che svolgono un lavoro importantissimo per l'intero ecosistema e il valore dei prodotti ricavati (miele, cera, pappa reale ecc.), tutto questo fa da contorno alla storia di Angelica, una ragazza che fugge per non soffrire, ha paura a mettere radici, fino a quando non è costretta a tornare a casa, a causa di un'eredità improvvisa, a quel punto sarà costretta ad affrontare ciò che la spaventa, ad incontrare di nuovo Nicola, il suo "primo amore", a combattere per ciò che ama, a difendere le sue idee, dovrà imparare ad ascoltare il suo cuore ed a vivere la sua nuova vita con coraggio e consapevolezza. "Una scelta implica sempre e comunque una rinuncia. Per me fermarmi sarebbe un cambiamento radicale...Questa è la vita. Non c'è nulla che sia totalmente giusto, né sbagliato. Tra noi e ciò che vogliamo c'è tutta una serie di incognite che ci vengono imposte, a prescindere." Una lettura piacevole, rilassante, un romanzo emozionante e pieno di vita. Una storia che ci prende la mano e ci porta dove i nostri sogni possono aprire la porta all'amore.

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23/06/2016 - leggo ergo sum
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Frida. Una biografia di Frida Kahlo, recensito da leggo ergo sum su Bookville.it

Una biografia completa, dettagliata, mai noiosa, che descrive a trecentosessanta gradi il personaggio Frida Kahlo, con le sue fragilità, la sua forza e le sue contraddizioni nonchè il rapporto travagliato ma meraviglioso con il muralista Diego Rivera. Lo consiglio vivamente a tutti coloro che vogliano conoscere meglio sia l'artista che la donna!

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07/06/2016 - simona72
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Sulla strada, recensito da simona72 su Bookville.it

Forse l'ho letto nel momento sbagliato... ho sempre sentito parlare molto bene di questo libro e mi aspettavo molto... mi dispiace ma non mi è piaciuto affatto...

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07/06/2016 - simona72
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Vita dopo vita, recensito da simona72 su Bookville.it

Mi sono approcciata a questo libero con molte aspettative, in seguito deluse... Non mi piace la scrittura dell'autrice e neanche la storia che ha ideato... non sono riuscita ad arrivare alla fine...

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07/06/2016 - simona72
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Un giorno questo dolore ti sarà utile, recensito da simona72 su Bookville.it

un bel romanzo di formazione, bene scritto, scorrevole... la storia di un ragazzo che non riesce ad uniformarsi agli altri adolescenti... la figura più bella, emozionante e toccante è quella della nonna...

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07/06/2016 - simona72
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Il gioco di Ripper, recensito da simona72 su Bookville.it

poco credibile e noioso.. non mi è piaciuto

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07/06/2016 - Matik2003
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Storia di una capinera, recensito da Matik2003 su Bookville.it

"Quanto siamo meschini, amica mia, se non possiamo essere giudici della nostra stessa felicità." "Storia di una capinera" è la storia di Maria adolescente siciliana orfana di madre, che il padre, succube della nuova moglie, ha destinato ad una vita di clausura in un convento di Catania. Durante l'epidemia di colera, la famiglia insieme a Maria si rifugia, per paura del contagio, sulle pendici dell'Etna ed è qui che la ragazza conosce Nino e se ne innamora, ma non solo, capisce quanto bella possa essere la libertà come la stessa natura, i fiori, il canto degli uccelli, il rumore del ruscello che scorre, i tramonti e il sopraggiungere della notte stellata e la lucente luna, il castagneto, le lunghe corse a perdifiato con il vento nei capelli e il sole che riscalda. Le gioie e i dolori di Maria sono scanditi nel romanzo dagli agenti della natura, è libera con la sua famiglia alle pendici dell'Etna e l'uccellino la sveglia canticchiando ed un raggio di sole la riscalda, tutto intorno a lei è meraviglioso e splendente, va in convento, tutto è silenzioso, freddo, non è possibile vedere il cielo stellato a causa delle grate e delle severe regole della badessa, proprio per questo continuo rapportarsi con la natura il libro per il lettore risulta poetico, lirico e suggestivo. "Fra me e tutta questa vita che mi circonda, domani, fra poche ore, si leverà un muro insormontabile, un abisso, una parola, un voto.....Fra me e il mondo, la natura, la vita, c'è qualche cosa di più pesante di una lapide, di più muto di una tomba." Il romanzo è scritto sotto forma epistolare, le lettere che Maria scrive alla sua amica Marianna, raccontano tutti i suoi stati d'animo: la felicità, i turbamenti ed il delirio finale. Il Verga affronta il tema della monacazione forzata, pratica diffusa alla fine dell'800, quando le ragazze orfane di madre, venivano costrette ad una "non" vita all'interno del convento, private della loro libertà di vivere il mondo e di amare, un'ingiustizia che l'autore paragona alla povera piccola capinera costretta a stare in una gabbietta e che pian piano, non potendo esser libera di volare decide che è meglio morire. La triste vicenda di Maria, scritta da Verga, è rivolta alle lettrici che amano le narrazioni sentimentali-poetiche e sul "mistero" del cuore umano, quanta sofferenza inflitta ad una ragazza che vuole vivere liberamente la propria vita. Un romanzo, che ho trovato un po' lontano, rispetto ai tempi che viviamo, con una scrittura delicata, poetica e suggestiva, che racconta una storia triste e malinconica.

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03/06/2016 - Matik2003
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Tre vite, recensito da Matik2003 su Bookville.it

"A volte anche vivere è un atto di coreaggio." Seneca "Hitler aveve scritto nel suo manifesto autobiografico del 1925 Mein Kampf che -la personificazione del diavolo come simbolo di tutti i mali assume la forma vivente dell'ebreo-, il Fuhrer promise di eliminare gli ebrei e altri -indesiderati- dalla Germania con quella che definì una -soluzione finale-." Tutto ha inizio da qui, da quest'uomo, Hitler, che decise di eliminare dal mondo tutti gli ebrei, in questo libro-documentario ci viene raccontato con precisione e accuratezza l'assurda e terribile esperienza di tre donne Priska, Rachel e Anka che incinte riuscirono a sopravvivere all'inferno prima dei ghetti, poi del campo di Birkenau-Auscwitz, al lavoro forzato nella fabbrica di Freiberg ed infine all'ennesimo campo di Mauthausen, diventando madri in condizioni estreme, ma con una forza e un coraggio incredibile. I loro figli Hana, Mark e Eva, venuti al mondo pesando meno di un kilo, senza alcuna norma igienica, senza vestiti, avvolti in luridi stracci o nella carta di giornale, infestati dai pidocchi e dai parassiti, incredibilmente ce la fecero, a dispetto di Hitler che voleva cancellare dalla storia e dalla memoria un'intera razza. "Non solo quelle donne eccezionali, di beata memoria, avevano trovato la forza di andare avanti e sopravvivere a circostanze impossibili negli anni della guerra, ma il loro coraggio e la loro determinazione fecero sì che anche i loro bambini sopravvissero. I loro figli hanno avuto a loro volta dei figli e hanno creato una seconda e poi una terza generazione, che continuano a vivere pienamente la loro vita in barba al piano di Hitler di cancellarli dalla storia e dalla memoria." Questo libro, forte e crudo, ricostruisce grazie all'enorme lavoro svolto dall'autrice che utilizzando le testimonianze dei sopravvissuti, le lettere, le fotografie, i vari documenti, visitando i luoghi dove avvennero i terribili e atroci fatti, ha raccontato la storia di tre donne e l'agghiacciante male causato a tutti gli Haftling (deportati) dai nazisti-tedeschi. "Eravamo arrivati all'inferno, e non sapevamo perché. Stavamo sbarcando ma non sapevamo dove.....Avevamo paura ma non sapevamo di cosa." Ci sono vari passaggi toccanti delle sofferenze inferte ai deportati: l'essere sempre sporchi e la paura di farsi le docce, perché doccia significava morire gasati, la terribile fame e sete sofferta, scene di cannibalismo, il deliziarsi nel trovare erba fresca su un poggio od una patata marcia nel fango, essere svestiti di tutto e rasati a zero per essere riconosciuti subito in caso di fuga, uomini e donne che furono trattati peggio degli animali, per la sola colpa di appartenere ad una determinata etnia che doveva essere estinta, i nazisti riuscirono a non farli più sentire umani tanto non contavano niente per il mondo. Un libro che ci aiuta a non dimenticare e che ci insegna che l'uomo può commettere atrocità inaudite, ci fa riflettere, ci spaventa, ci fa piangere per quanto quelle persone abbiano sofferto, ma ci fa cogliere anche la grande prova di forza e di coraggio di queste tre giovani madri che in un mondo avvolto dalle tenebre riuscirono a salvare i loro tre figli. "Se scaccio una cosa dalla mente quando sta succedendo e ci dormo sopra, forse il mattino dopo andrà meglio. Finora ha funzionato....E' tipico della natura umana convincersi di poter sopravvivere in qualche modo...Chi si arrende e trascura il proprio fisico muore prima." Tutti dobbiamo leggere questi libri che raccontano verità, soprattutto ancora oggi dove molti sonon ancora perseguitati, soffrono e scappano dai propri paesi per cercare la speranza di una vita migliore. "Nessun giorno vi cancellerà dalla memoria del tempo." Virgilio

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03/06/2016 - Matik2003
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Colazione da Tiffany, recensito da Matik2003 su Bookville.it

"Io no. Non mi abituo mai a niente, io. Chi si abitua a tutto tanto vale che muoia." Un libro che è un inno ad una figura femminile: Holly Golightly che è alla continua ricerca di un posto nel mondo, una ragazza dolce, caparbia, cinica e sognatrice che è rimasta nei nostri cuori per sempre, perché interpretata nella versione cinematografica dalla indimenticabile Audrey Hepburn. Un piccolo libro che ci parla di una figura eccentrica, che conduce una vita sregolata, tra mille eccessi, un'attrice mancata, che al campanello del suo appartamento ha messo il cartellino con su scritto "in transito", perché lei è una persona che difficilmente si stabilisce in un posto, Holly cerca un luogo "speciale" nel quale sentirsi "speciale", libera e completamente sé stessa, senza costrizioni ed obblighi. "Non voglio dormire, Non voglio morire, Voglio soltanto viaggiare per i pascoli del cielo." La vita è complicata e spesso si può soffrire di "paturnie", curabili solo andando nella meravigliosa gioielleria da Tiffany. "La melanconia viene perché si diventa grassi, o perché piove da troppo tempo. Si è tristi, ecco tutto. Ma le paturnie sono orribili. Si ha paura, si suda maledettamente, ma non si sa di che cosa si ha paura. Si sa che sta per capitarci qualcosa di brutto, ma non si sa che cosa." Holly possiede un gatto, al quale non ha dato neppure un nome, lei dice: "Ci siamo incontrati un giorno per caso vicino al fiume, non apparteniamo l'uno all'altra; e lui è indipendente, come me. Non voglio possedere niente finché non avrò trovato un posto dove io e le cose faremo un tutto unico. Non so ancora precisamente dove sarà. Ma so com'è", al termine del libro i lettori si augurano che lei abbia esaudito il suo sogno, la stravagante Holly che ci insegna a non perdere la speranza e i desideri, che rifugge da tutto e da tutti. "E' stato questo lo sbaglio di Doc. Si portava sempre a casa qualche bestiola selvatica. Un falco con un'ala spezzata. E una volta un gatto selvatico adulto con una zampa rotta. Ma non si può dare il proprio cuore a una creatura selvatica; più le si vuol bene più forte diventa. Finché diventa abbastanza forte da scappare nei boschi. O da volare su un albero. Poi in cielo. E sarà questa la vostra fine, signor Bell, se vi concederete il lusso di amare una creatura selvatica. Finirete per guardare il cielo." Con il suo stile scorrevole e diretto, Capote, ha costruito un personaggio, dalle mille sfaccettature, il racconto di una ragazza piena di desideri, affascinante e "leggera" che rimarrà per sempre nel cuore del lettore. "L'amore dovrebbe essere libero."

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03/06/2016 - Matik2003
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Harry Potter e la camera dei segreti, recensito da Matik2003 su Bookville.it

"A volte anche vivere è un atto di coreaggio." Seneca "Hitler aveve scritto nel suo manifesto autobiografico del 1925 Mein Kampf che -la personificazione del diavolo come simbolo di tutti i mali assume la forma vivente dell'ebreo-, il Fuhrer promise di eliminare gli ebrei e altri -indesiderati- dalla Germania con quella che definì una -soluzione finale-." Tutto ha inizio da qui, da quest'uomo, Hitler, che decise di eliminare dal mondo tutti gli ebrei, in questo libro-documentario ci viene raccontato con precisione e accuratezza l'assurda e terribile esperienza di tre donne Priska, Rachel e Anka che incinte riuscirono a sopravvivere all'inferno prima dei ghetti, poi del campo di Birkenau-Auscwitz, al lavoro forzato nella fabbrica di Freiberg ed infine all'ennesimo campo di Mauthausen, diventando madri in condizioni estreme, ma con una forza e un coraggio incredibile. I loro figli Hana, Mark e Eva, venuti al mondo pesando meno di un kilo, senza alcuna norma igienica, senza vestiti, avvolti in luridi stracci o nella carta di giornale, infestati dai pidocchi e dai parassiti, incredibilmente ce la fecero, a dispetto di Hitler che voleva cancellare dalla storia e dalla memoria un'intera razza. "Non solo quelle donne eccezionali, di beata memoria, avevano trovato la forza di andare avanti e sopravvivere a circostanze impossibili negli anni della guerra, ma il loro coraggio e la loro determinazione fecero sì che anche i loro bambini sopravvissero. I loro figli hanno avuto a loro volta dei figli e hanno creato una seconda e poi una terza generazione, che continuano a vivere pienamente la loro vita in barba al piano di Hitler di cancellarli dalla storia e dalla memoria." Questo libro, forte e crudo, ricostruisce grazie all'enorme lavoro svolto dall'autrice che utilizzando le testimonianze dei sopravvissuti, le lettere, le fotografie, i vari documenti, visitando i luoghi dove avvennero i terribili e atroci fatti, ha raccontato la storia di tre donne e l'agghiacciante male causato a tutti gli Haftling (deportati) dai nazisti-tedeschi. "Eravamo arrivati all'inferno, e non sapevamo perché. Stavamo sbarcando ma non sapevamo dove.....Avevamo paura ma non sapevamo di cosa." Ci sono vari passaggi toccanti delle sofferenze inferte ai deportati: l'essere sempre sporchi e la paura di farsi le docce, perché doccia significava morire gasati, la terribile fame e sete sofferta, scene di cannibalismo, il deliziarsi nel trovare erba fresca su un poggio od una patata marcia nel fango, essere svestiti di tutto e rasati a zero per essere riconosciuti subito in caso di fuga, uomini e donne che furono trattati peggio degli animali, per la sola colpa di appartenere ad una determinata etnia che doveva essere estinta, i nazisti riuscirono a non farli più sentire umani tanto non contavano niente per il mondo. Un libro che ci aiuta a non dimenticare e che ci insegna che l'uomo può commettere atrocità inaudite, ci fa riflettere, ci spaventa, ci fa piangere per quanto quelle persone abbiano sofferto, ma ci fa cogliere anche la grande prova di forza e di coraggio di queste tre giovani madri che in un mondo avvolto dalle tenebre riuscirono a salvare i loro tre figli. "Se scaccio una cosa dalla mente quando sta succedendo e ci dormo sopra, forse il mattino dopo andrà meglio. Finora ha funzionato....E' tipico della natura umana convincersi di poter sopravvivere in qualche modo...Chi si arrende e trascura il proprio fisico muore prima." Tutti dobbiamo leggere questi libri che raccontano verità, soprattutto ancora oggi dove molti sonon ancora perseguitati, soffrono e scappano dai propri paesi per cercare la speranza di una vita migliore. "Nessun giorno vi cancellerà dalla memoria del tempo." Virgilio

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