L'ultima estate
  • 9788864110127
  • Fazi

L'ultima estate

di Cesarina Vighy

Da dove arriva la voce di Zeta? Apparentemente dal luogo più inabitabile e muto: la malattia, in quel punto estremo che toglie possibilità, respiro, futuro. Ma è solo apparenza: questa voce proviene dal nucleo più irriducibile e infuocato della vita. Che non tace, non cessa di guardare e amare. E anzi, comincia qualcosa: a scrivere. È fragile l'equilibrio che genera queste pagine. Per Zeta qualsiasi gesto ora è enorme, la fatica non solo fisica è in ogni momento fatale. E i ricordi sono uno squarcio lacerante nella memoria di una vita tenacemente irregolare: la nascita fuori dal matrimonio della "bambina più amata del mondo", l'infanzia sotto le bombe, Venezia splendida e meschina, il primo disastro sentimentale e poi, ancora, Roma becera e vitale, l'esperienza della psicanalisi, l'avventura del femminismo, il cammino della malattia. E sempre la coriacea e gentile difesa della propria individualità, l'irrisione delle tribù e delle cliniche cui ha rifiutato di appartenere. Così la storia dei suoi settant'anni scorre laterale, vissuta intensamente ma mai accettata, come non fosse mai meritevole di piena identificazione. Con una lingua nitida, a tratti feroce, mai retorica, attraversata da una vena di sarcasmo che non concede nulla alla pietas, l'autrice affronta il più evitato degli argomenti: la sofferenza (anobii)


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Commenti (1)

30/08/2017 - Tesesempreastroz
utente
un libro sulla malattia e sulla morte che, finalmente, non mi ha fatto piangere eppure mi ha migliorata. se mai mi dovessi ammalare vorrei riuscire a vivere la mia malattia con la forza che traspare da queste coraggiose pagine. lei è simpatica e il rapporto che ha con i suoi gatti è proprio simile a quello che io ho con i miei cani. magari diventassi una settantenne così! non dò le 5 stelle perchè i libri scritti con sincerità e che raccontano in prima persona, fatti personali, un po' mi imbarazzano. mi sembra di spiare un diario... e certe cose (il rapporto con la madre morente ad esempio) non avrei voluto leggerle

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