Viale dei misteri
  • 9788817098151
  • Rizzoli
  • 2018

Viale dei misteri

di John Irving

Invecchiando, e anzitutto quando ricordiamo e sogniamo, viviamo nel passato. Certe volte è lì che ci sentiamo vivi veramente «Irving è uno dei pochi che sa scrivere un romanzo sul dolore traboccante di umorismo licenzioso e ironico» – USA Today «Un narratore di prim'ordine, un maestro del tragicomico, da annoverare fra i più importanti romanzieri contemporanei» – Los Angeles Times «Di un'originalità superba... Da leggere e ricordare» – The Times Quasi tutti i ragazzini della discarica sono credenti; forse perché è necessario credere in qualcosa quando si vedono così tante cose gettate via. E Juan Diego sapeva quello che sa ogni bambino della spazzatura (e ogni orfano): ogni stupidaggine gettata via, ogni persona o cosa non voluta, è stata voluta una volta, o, in circostanze diverse, "avrebbe potuto" essere voluta In viaggio dagli Stati Uniti alle Filippine, lo scrittore Juan Diego Guerrero, cinquantaquattro anni, sogna il suo passato in Messico. Sogna la discarica dove ha trascorso l'infanzia e l'adolescenza, luogo desolato ma anche, per un bambino quale è lui, prodigiosa montagna di rifiuti da cui sfilare e trarre in salvo i libri. Juan Diego sogna l'adorata sorellina Lupe e i suoi borbottii incomprensibili a chiunque tranne lui, Lupe che sapeva leggere i pensieri delle persone e che amava veramente soltanto due cose: suo fratello e tutti i cani. Juan Diego sogna e risogna i gesuiti dell'orfanotrofio di Oaxaca, e sogna un'incombente statua della Vergine Maria, e anche quell'incredibile incidente avvenuto tra sua madre e la statua della Madonna. Sogna, Juan Diego, ricorda e sogna, entrando e uscendo – complice un'assunzione non proprio ortodossa di betabloccanti e pastiglie più o meno intere di Viagra – da luminosi attimi che nella sua mente sono eterni e bui recessi nei quali continua a sprofondare. Commovente è la maestria con cui John Irving racconta questo lungo e impressionante viaggio. Prende l'impalpabile materia dei ricordi e le dà forma rigirandola tra le mani, e infine ci consegna un romanzo vivace e pieno, un oggetto solido; come fosse un dado che, lanciato e rilanciato a più riprese, fa di continuo comparire e scomparire personaggi sorprendenti e tracce di vitahttps://www.ibs.it/viale-dei-misteri-libro-john-irving/e/9788817098151


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Commenti (1)

19/02/2019 - sofia
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Irving Uno degli autori che preferisco:John Irving è nato nel 1942 nel New Hampshire e vive tra il Vermont e Toronto. È salito sul ring da wrestler professionista per vent'anni e poi, fino all'età di 47, è stato allenatore. Ormai un autore classico della letteratura americana, è stato per tre volte finalista del National Book Award, che ha vinto nel 1980 per il suo capolavoro, Il mondo secondo Garp (Bompiani, 1979). Nel 1981 ha ricevuto l'O. Henry Prize per il racconto Interior Space. Tra gli altri romanzi, Le regole della casa del sidro (Bompiani, 1985) per il quale ha vinto l'Oscar per la migliore sceneggiatura non originale; Hotel New Hampshire (Bompiani 1989), Libertà per gli orsi (Rizzoli 1992) e, più di recente, In cerca di te (Rizzoli 2006), Ultima notte a Twisted River (Rizzoli 2010), In una sola persona (Rizzoli 2012, Lambda Literary Award nel 2013), Pane e football. Due nazioni, due passioni (Slow Food 2013), Viale dei misteri (Rizzoli 2018). La sua opera è disponibile in Italia nel catalogo Bur e nei Tascabili Bompiani.https://www.ibs.it/libri/autori/John%20Irving Uno strano libro che parla di:nvecchiando, e anzitutto quando ricordiamo e sogniamo, viviamo nel passato. Certe volte è lì che ci sentiamo vivi veramente «Irving è uno dei pochi che sa scrivere un romanzo sul dolore traboccante di umorismo licenzioso e ironico» – USA Today «Un narratore di prim'ordine, un maestro del tragicomico, da annoverare fra i più importanti romanzieri contemporanei» – Los Angeles Times «Di un'originalità superba... Da leggere e ricordare» – The Times Quasi tutti i ragazzini della discarica sono credenti; forse perché è necessario credere in qualcosa quando si vedono così tante cose gettate via. E Juan Diego sapeva quello che sa ogni bambino della spazzatura (e ogni orfano): ogni stupidaggine gettata via, ogni persona o cosa non voluta, è stata voluta una volta, o, in circostanze diverse, "avrebbe potuto" essere voluta In viaggio dagli Stati Uniti alle Filippine, lo scrittore Juan Diego Guerrero, cinquantaquattro anni, sogna il suo passato in Messico. Sogna la discarica dove ha trascorso l'infanzia e l'adolescenza, luogo desolato ma anche, per un bambino quale è lui, prodigiosa montagna di rifiuti da cui sfilare e trarre in salvo i libri. Juan Diego sogna l'adorata sorellina Lupe e i suoi borbottii incomprensibili a chiunque tranne lui, Lupe che sapeva leggere i pensieri delle persone e che amava veramente soltanto due cose: suo fratello e tutti i cani. Juan Diego sogna e risogna i gesuiti dell'orfanotrofio di Oaxaca, e sogna un'incombente statua della Vergine Maria, e anche quell'incredibile incidente avvenuto tra sua madre e la statua della Madonna. Sogna, Juan Diego, ricorda e sogna, entrando e uscendo – complice un'assunzione non proprio ortodossa di betabloccanti e pastiglie più o meno intere di Viagra – da luminosi attimi che nella sua mente sono eterni e bui recessi nei quali continua a sprofondare. Commovente è la maestria con cui John Irving racconta questo lungo e impressionante viaggio. Prende l'impalpabile materia dei ricordi e le dà forma rigirandola tra le mani, e infine ci consegna un romanzo vivace e pieno, un oggetto solido; come fosse un dado che, lanciato e rilanciato a più riprese, fa di continuo comparire e scomparire personaggi sorprendenti e tracce di vita. Leggendo a volte non l'ho riconosciuto: In altri libri Irving è stato meno esplicito nei riguardi del sesso e questo mi ha stupito.I suoi personaggi però, come altri, sono unici.Lo scrittore Juan Diego Guerrero intraprende un viaggio verso le Filippine e in viaggio incontra due strani personaggi Madre e figlia Miriam e Dorothy che praticamente lo seguiranno anche nelle Filippine. Lo scrittore ha problemi di salute e prende Betabloccanti che gli danno sonnolenza e , secondo lui, sono colpevoli di farlo addormentare e sognare il suo passato , dove con la sorella Lupe lavora nella discarica di Oaxaca come selezionatore.ça sorella usa un incomprensibile dialetto forse di origine india e l'unico a capirla e tradurla è il fratello Juan Diego.Il romanzo ha un sapore di sogno dove protagonista è il passato , ma anche lo strano rapporto che lui e la sorella hanno con la Madonna di Guadalupe al cui santuario i fedeli accedono attraverso il Viale dei misteri a volte scalzi a volte in ginocchio.(“La vita vera è un modello troppo sciatto perché vi si possa rifare la buona narrativa”, si legge, fra le altre cose)Irving ha lunghe gestazioni nei suoi libri e il soprannaturale è spesso presente.La lettura è sempre un'avventura, e molte le citazioni di libri che lo scrittore bambino salvava dai roghi della discarica e che gli hanno dato l'opportunità di imparare a leggere e scrivere in spagnolo e inglese.Il loro rapporto con il gesuita Pepe sarà determinante come pure l'arrivo di edward un chierico che voleva diventare Gesuita.Definire anche questo romanzo come picaresco come Baudolino di Eco non è azzardato. Va da sè che pur con le sue oltre seicento pagine è una lettura che si fa storia e diventa indimenticabile Da leggere!

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