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26/08/2016 - Matik2003
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Gli ingredienti segreti dell'amore, recensito da Matik2003 su Bookville.it

"Il sorriso delle donne è un dono del cielo e l'inizio di ogni storia d'amore, e se dovessi esprimere un desiderio sarebbe questo: che questo libro finisca così come è iniziato con un sorriso." Un libro delicato, amabile, a tratti divertente, che parla d'amore, di cibo e ci conduce per le strade di una delle città più belle e più romantiche del mondo: Parigi. Aurélie all'improvviso viene lasciata con una lettera dal suo fidanzato Claude, la poveretta è disperata e ferita, percorre le strade di Parigi, casualmente entra in una piccola libreria, viene attratta da un libro....e quel libro cambierà la sua vita. André si ferma davanti ad una vetrina di un ristorante e guardando al suo interno vede una ragazza bionda e si innamora del suo sorriso. Questi sono i due elementi chiave dai quali si dipanerà la storia di Nicolas Barreau che ci parla d'amore e lo fa in maniera gradevole e delicata, senza stuccare, i personaggi risultano simpatici e le atmosfere splendide, consigliabile per una lettura senza pretese, ma rilassante e distensiva. "Spesso il confine tra felicità e infelicità è labile: a volte la felicità arriva per strane vie traverse."

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24/08/2016 - sofia
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Non avrete il mio odio, recensito da sofia su Bookville.it

«Venerdì sera avete rubato la vita di una creatura eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, ma non avrete il mio odio… Siamo in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo tornare da Melvil che si sveglia dal sonnellino. Ha soltanto diciassette mesi, farà merenda come ogni giorno, poi andremo a giocare come ogni giorno, e per tutta la vita questo ragazzo vi farà l’affronto di essere felice e libero. No, non avrete nemmeno il suo odio.» Così scrive in un libro lettera aperta ai terroristi l'autore Leiris Antoine rimasto vedovo dopo la strage a Parigi al Bataclan.Dopo l'orrore che abbiamo vissuto in diretta alla tv leggere questo libro ci fa solo essere ammirati in chi sa trasformare il dolore in parole. Da leggere!

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24/08/2016 - sofia
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Nel mare ci sono i coccodrilli, recensito da sofia su Bookville.it

Fabio Geda è nato nel 1972 a Torino, dove vive. Si occupa di disagio minorile e animazione culturale. Ha scritto su «Linus» e su «La Stampa» circa i temi del crescere e dell'educare. Collabora stabilmente con la Scuola Holden, il Circolo dei Lettori di Torino e la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura. Il primo romanzo pubblicato si intitola Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani; a quattro mani con Enaiatollah Akbari ha realizzato Nel mare ci sono i coccodrilli, pubblicato da Baldini e Castoldi Dalai, che aha avuto uno straordinario successo. Del 2014 Se la vita che salvi è la tua (Einaudi) e del 2015 Berlin. I fuochi di Tegel (Mondadori) insieme con Marco Magnone. Bello il suo libriccino Nel mare ci sono i coccodrilli storia vera raccontata da Enaiatollah Akbari, bambino afghano che lasciato dalla mamma in Pakistan per salvarlo viaggia, tra Afghanistan, Iran, Grecia, Turchia.Il racconto è fatto da un bambino coraggioso e la sua salvezza è stata l'Italia potrebbe essere la storia di ogni immigrato che arriva nel nostro paese. Lettura commovente da leggere!

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23/08/2016 - sofia
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Il mandolino del capitano Corelli, recensito da sofia su Bookville.it

Ci sono libri come questo Il mandolino del capitano Corelli di Louis de Bernieres che fanno affiorare racconti famigliari. Anche mio padre era in Grecia quando l'8 settembre 1943 con il proclama del generale Badoglio che dichiarava l'armistizio gli italiani presenti in Grecia diventarono i nemici anzi i traditori per i tedeschi e passati per le armi. Quel giorno mio padre era di ronda e mentre imboccava il sentiero in discesa per tornare all'accampamento assistette impotente all'uccisione degli ufficiali che poi i tedeschi cosparsero di benzina incendiandoli. anon gli restò che fuggire e per due anni fu dato per disperso..La storia del capitano Corelli si svolge a Cefalonia dove i rapporti fra la popolazione e gli italiani invasori era quasi idilliaca tanto da creare anche un amore fra Pelagia figlia del medico dell'isola ma gli eventi da idillio trasformeranno Cefalonia un inferno..... Il libro ha molti riferimenti storici la trama si svolge tenendo avvinto il lettore..Una certa caduta di tono alla fine ma la lettura è veramente avvincente. La consiglio vivamente!

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23/08/2016 - sofia
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Il mandolino del capitano Corelli, recensito da sofia su Bookville.it

Ci sono libri come questo Il mandolino del capitano Corelli di Louis de Bernieres che fanno affiorare racconti famigliari. Anche mio padre era in Grecia quando l'8 settembre 1943 con il proclama del generale Badoglio che dichiarava l'armistizio gli italiani presenti in Grecia diventarono i nemici anzi i traditori per i tedeschi e passati per le armi. Quel giorno mio padre era di ronda e mentre imboccava il sentiero in discesa per tornare all'accampamento assistette impotente all'uccisione degli ufficiali che poi i tedeschi cosparsero di benzina incendiandoli. anon gli restò che fuggire e per due anni fu dato per disperso..La storia del capitano Corelli si svolge a Cefalonia dove i rapporti fra la popolazione e gli italiani invasori era quasi idilliaca tanto da creare anche un amore fra Pelagia figlia del medico dell'isola ma gli eventi da idillio trasformeranno Cefalonia un inferno..... Il libro ha molti riferimenti storici la trama si svolge tenendo avvinto il lettore..Una certa caduta di tono alla fine ma la lettura è veramente avvincente. La consiglio vivamente!

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23/08/2016 - sofia
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Jezabel, recensito da sofia su Bookville.it

Pubblicato nel 1936, 'Jezabel' trae il titolo dal nome della madre di Atalia nell'omonima tragedia di Racine.Ma Gladys Eysenach, la protagnista, è anche nell'intento di Irene Nemirowski la madre che aveva come unica preoccupazione quella di mascherare la sua età e gli anni che passavano.La tematica è che non sempre i legami fra i figli e la madre intercorre l'amore Gladis, come la madre di Irene, è incapace di amare perchè l'unico amore che prova è verso se stessa. Rispetto ad altri romanzi di questa autrice lo stile ricalca i feuilleton classici con un pizzico di legal thriller novità dell'epoca in cui è stato scritto. Ottima lettura direi consigliata.

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23/08/2016 - sofia
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Mare di papaveri, recensito da sofia su Bookville.it

GHOSH AMITAV Scrittore, giornalista e antropologo indiano. Ha studiato a Oxford e vive tra la sua città natale e New York. Considerato «uno dei più grandi scrittori indiani» (La Repubblica), è autore di Il cerchio della ragione (Garzanti, 1986), Le linee d’ombra (Einaudi, 1990), I fantasmi della signora Gandhi (Einaudi, 1996). Per Neri Pozza ha pubblicato: Il paese delle maree (2005, 2015), Circostanze incendiarie (2006), Il palazzo degli specchi (2007), Mare di papaveri (2008, 2015), Il cromosoma Calcutta (2008), Lo schiavo del manoscritto (2009) e Il fiume dell'oppio (2011).(A cura di Wuz.it) Mare di papaveri è il primo volume della trilogia dell'Ibis. L'ibis è un veliero che, negli anni Quaranta del XIX secolo, solca le acque tumultuose dell'Oceano Indiano portando con sè un campionario umano straordinario che vivendo insieme accomunati dallo stesso destino finiranno per sentirsi fratelli. Il primo romanzo è talmente appassionante che non si può fare a meno di aspettare con impazienza anche gli altri due romanzi che sicuramente leggerò in successione.Sicuramente l'oppio la fa da padrone e quella che fu chiamata la guerra dell'oppio è il filo conduttore del romanzo ricco di personaggi che resteranno impressi . Il colonialismo inglese imporrà lìoppio come merce di scambio col commercio con la Cina e imporrà come dirà Gosh "un modello economico, militare e ideologico, che allunga la propria ombra anche sul presente. Le guerre dell'oppio rappresentano l'alba del libero commercio, guerre del capitalismo in difesa del capitalismo, con strutture e modelli che troviamo anche oggi negli stessi luoghi, con le stesse dinamiche, per le medesime ragioni". Da leggere!

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23/08/2016 - sofia
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Mare di papaveri, recensito da sofia su Bookville.it

GHOSH AMITAV Scrittore, giornalista e antropologo indiano. Ha studiato a Oxford e vive tra la sua città natale e New York. Considerato «uno dei più grandi scrittori indiani» (La Repubblica), è autore di Il cerchio della ragione (Garzanti, 1986), Le linee d’ombra (Einaudi, 1990), I fantasmi della signora Gandhi (Einaudi, 1996). Per Neri Pozza ha pubblicato: Il paese delle maree (2005, 2015), Circostanze incendiarie (2006), Il palazzo degli specchi (2007), Mare di papaveri (2008, 2015), Il cromosoma Calcutta (2008), Lo schiavo del manoscritto (2009) e Il fiume dell'oppio (2011).(A cura di Wuz.it) Mare di papaveri è il primo volume della trilogia dell'Ibis. L'ibis è un veliero che, negli anni Quaranta del XIX secolo, solca le acque tumultuose dell'Oceano Indiano portando con sè un campionario umano straordinario che vivendo insieme accomunati dallo stesso destino finiranno per sentirsi fratelli. Il primo romanzo è talmente appassionante che non si può fare a meno di aspettare con impazienza anche gli altri due romanzi che sicuramente leggerò in successione.Sicuramente l'oppio la fa da padrone e quella che fu chiamata la guerra dell'oppio è il filo conduttore del romanzo ricco di personaggi che resteranno impressi . Il colonialismo inglese imporrà lìoppio come merce di scambio col commercio con la Cina e imporrà come dirà Gosh "un modello economico, militare e ideologico, che allunga la propria ombra anche sul presente. Le guerre dell'oppio rappresentano l'alba del libero commercio, guerre del capitalismo in difesa del capitalismo, con strutture e modelli che troviamo anche oggi negli stessi luoghi, con le stesse dinamiche, per le medesime ragioni". Da leggere!

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23/08/2016 - Matik2003
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Indesiderata, recensito da Matik2003 su Bookville.it

"Le donne non possono tenere i loro bambini, perché se non vogliono bene a tutti i bambini, non se ne può avere nessuno." Periodo di vacanza, al mare, in montagna od in riva ad un lago, questo thriller ci può accompagnare ovunque siamo, non è eccellente, ma nemmeno pessimo, direi passabile per chi non vuole impegnarsi eccessivamente. Lilian si trova con la mamma su un treno, quando improvvisamente, durante una sosta, scompare e dopo qualche giorno viene ritrovata morta davanti ad un ospedale, completamente nuda e con una scritta sulla fronte "indesiderata". Il commissario Alex con i suoi assistenti Fredrika e Peder sono chiamati ad investigare, a scoprire cosa realmente è successo, l'indagine li porterà prima ad un'organizzazione di pedofili poi ad uno psicopatico, l'Uomo, che fa tutto questo per punire le donne, lui che è un sopravvissuto: "quando il pianto silenzioso di un bambino e le cicatrici di un'esistenza negata si trasformano in desiderio di vendetta." Un thriller leggibile, la scrittrice racconta di ogni personaggio, sia dei buoni che dei cattivi, un po' della loro vita, dei loro amori, delle loro gioie e dei loro dolori, ci indirizza anche verso un soggetto facendoci credere che sia il possibile Uomo, cercando di far coinvolgere il lettore nell'indagine ed ho trovato tutto questo apprezzabile e stuzzicante, perché secondo me quando uno legge libri di questo genere lo scopo principale è cercare insieme a chi indaga chi potrebbe essere l'eventuale colpevole dei misfatti. Si capisce che la Ohlsson ha realmente operato nel settore, infatti il modus operandi del commissario e dei suoi assistenti è raccontato con precisione e meticolosità, c'è una buona ricostruzione scientifica e ci fa capire che per essere un buon poliziotto è necessario avere un ottimo intuito e senso critico che aiutano a risolvere questi terribili e complicati fatti di cronaca dove sono coinvolti dei bambini innocenti e dove il tempo è sinonimo di salvezza, peccato per il finale un po' affrettato!

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22/08/2016 - sofia
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La Certosa di Parma, recensito da sofia su Bookville.it

Non è che perchè sia un classico sia d'obbligo gridare al capolavoro! Dopo aver letto Il rosso e il nero dove il protagonista viveva una lotta interiore, mi aspettavo più introspezione e meno avventure ne La certosa di Parma Oltretutto il protagonista Fabrizio, secondo me, è una figura ingenua e direi quasi antipatica. Il suo innamoramento di CLELIA puerile; la vocazione comica. PeR farla breve il libro non mi é piaciuto:Sono consapevole perç che é una mia opinione.......

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