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28/09/2016 - Acrasia
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L'importanza di chiamarsi Ernesto, recensito da Acrasia su Bookville.it

Il titolo in inglese rende un gioco di parole simpatico ed originale richiamato dai suoni "Earnest - Ernest" che danno vita ad una serie di equivoci molto divertenti: due ragazze che attribuiscono molta importanza al nome dei loro innamorati, che però sottindende il loro modo di essere. Trattandosi di una pièce teatrale è di lettura molto veloce e piacevole.

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28/09/2016 - Acrasia
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Avevano spento anche la luna, recensito da Acrasia su Bookville.it

Molto triste, a volte crudo. Tratta un argomento di certo non conosciuto come invece è lo sterminio degli ebrei da parte del regime nazista, ma altrettanto grave: la deportazione in Siberia di milioni di persone perpetrata da Stalin. E' la prima volta che leggo qualcosa su questo tema e in un certo senso ci sono salita anch'io sul quel treno con Lina e la sua famiglia, sembrava proprio di essere lì e poi anche nel campo, al freddo in mezzo alla neve a scavare e a lavorare al buio... Ma la luce che tiene viva la speranza è sempre accesa nel cuore della ragazzina che non si rassegna e che infonde fiducia anche al lettore per non arrendersi allo sconforto e arrivare fino alla fine, testimoni di un dramma fin troppo taciuto.

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28/09/2016 - Acrasia
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Che la festa cominci, recensito da Acrasia su Bookville.it

Un ventaglio di situazioni strampalate si susseguono per tutto il libro con la scusa della festa organizzata a Villa Ada da un palazzinaro che vuole fare le cose in grande, tra animali esotici e personaggi bislacchi e sconclusionati. Qui il grottesco si mescola al tragicomico, Ammaniti ci fa ridere tantissimo con tutta la sua irriverenza e ironia, anche se alla fine ciò che resta è l'amaro in bocca per una società ormai allo sbando, depravata e corrotta, velata da un'apparenza frivola e banale. Bellissima la copertina, cosa c'entra la foto di un ippopotamo con il titolo? Rende bene tutta la balordaggine che ritroviamo all'interno del libro.

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28/09/2016 - Acrasia
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Fai bei sogni, recensito da Acrasia su Bookville.it

Ho difficoltà a recensire questo libro, troppo intimo, troppo personale... che comunque ho apprezzato tanto. Un segreto che pesa e che se svelato subito avrebbe potuto cambiare il destino di un bambino, un ragazzo, che invece è cresciuto con le sue insicurezze tra sensi di colpa e rimpianti. Molto triste ma anche tanto tanto delicato.

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28/09/2016 - Acrasia
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L'Agnese va a morire, recensito da Acrasia su Bookville.it

Questo libro è stata la mia "rovina". L'ho letto a 15 anni e ... basta, è stato un colpo di fulmine con quel periodo storico, con i valori, gli ideali e anche le sofferenze della gente che si opponeva al regime e che resisteva... non mi riferisco solo ai partigiani, ma a tutte quelle persone che hanno vissuto quel periodo buio conservando la propria dignità e affrontando le difficoltà con coraggio e senza mai rassegnarsi. Questo libro mi ha fatto dono di quella sensibilità e di quel profondo rispetto che provo nei confronti dei sacrifici fatti da chi voleva un futuro migliore, da chi non si è arreso anche a scapito della propria vita. Grazie alla prof. di lettere che l'ha inserito nella lista di libri da leggere per le vacanze.

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28/09/2016 - Acrasia
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Il cimitero di Praga, recensito da Acrasia su Bookville.it

Sono troppo ignorante per apprezzare Eco. Sono riuscita ad arrivare alla fine nonostante fossi tentata di abbandonarlo ed ho fatto i conti con i miei limiti. Ho trovato difficoltà a seguire la logica della narrazione, mi ritrovavo a leggere parole che mi sembravano slegate tra loro, frasi complicate che non si accordavano con quelle precedenti... ero immersa in una confusione di nomi, luoghi, avvenimenti... ogni tanto perdevo il filo ma poi mi illudevo di ritrovarlo. Resta il fatto che sia stato un uomo di grande, immensa cultura.

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28/09/2016 - Acrasia
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Madame Bovary, recensito da Acrasia su Bookville.it

Al ricordo della prima lettura avvenuta all'epoca delle scuole superiori avevo dato 4 stelline... chissà cosa mi ricordavo... alla seconda lettura (oggi) l'ho trovato di una noia mortale! Però in questo sta la bravura di Flaubert: l'aver saputo trasmetterci attraverso tutte le descrizioni minuziose di luoghi e personaggi lo stato d'animo di Emma, la noia e l'insofferenza che prova questa donna perennemente scontenta, inappagata... una sognatrice che non si vuole arrendere a vivere in modo remissivo com'era consuetudine per una donna di quell'epoca, ma desidera l'avventura, l'amore travolgente... poi quando lo trova opprime a tal punto i suoi amanti talmente è assillante, soffocante e capricciosa, che questi si danno alla fuga. Una donna disadattata che non riesce ad instaurare un rapporto sano con nessuno, tantomeno col marito troppo accondiscendente e arrendevole, privo di carattere. Ma vogliamo parlare dei personaggi che popolano il paesino in cui si svolge la vicenda? Una serie di borghesi perbenisti, ipocriti e moralisti, uno su tutti Homais sempre pronto a dare consigli non richiesti, invadente... quasi quasi ho preferito la scaltrezza e l'arroganza del mercante Lheureux.

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28/09/2016 - Acrasia
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La bambina che salvava i libri, recensito da Acrasia su Bookville.it

Mi chiedo perché non sia riuscita ad apprezzarlo fino in fondo. Non è la prima volta che leggo del nazismo e delle leggi razziali ma stavolta mi sono sentita addosso una sorta di angosciosa tristezza, la sensazione di aver vissuto tutto quello che vi è raccontato, riga per riga, come se fosse capitato a me. Una profonda inquietudine mi ha divorato e non è stato solo per la profondità del tema trattato... evidentemente Zusak ha fatto centro, è riuscito a trasmettermi l'oppressione e il tormento di quegli anni, ma comunque non riesco a promuoverlo a pieni voti, troppo doloroso.

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28/09/2016 - Acrasia
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L'apprendista di Venezia, recensito da Acrasia su Bookville.it

E' stato così coinvolgente che era come se anch'io fossi lì a girare tra le bancarelle del mercato di Rialto a scegliere quella melagrana... Una storia appassionante e misteriosa che si svolge soprattutto nella cucina dello chef del doge dove sembrava di percepire i profumi e i sapori delle vivande che venivano preparate.

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28/09/2016 - Acrasia
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Il principe della nebbia, recensito da Acrasia su Bookville.it

Anche se è considerato un libro per ragazzi io l'ho trovato alquanto inquietante: già all'inizio le lancette dell'orologio della stazione che si muovono all'indietro lasciano intendere la presenza di qualcosa di oscuro e minaccioso, e quelle statue nel giardino... Comunque la storia è molto coinvolgente e fino alla fine si è immersi completamente nel racconto.

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